Ville dell’Emilia Romagna dai fasti del Settecento al villino urbano, Ed. Amilcare Pizzi, 1983

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Il presente volume parte dalle ville private del Settecento ed arriva sino al villino urbano, o balneare, del primo Novecento…

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Edizione e Anno Amilcare Pizzi per Consorzio fra le Banche Popolari Cooperative dell’Emilia Romagna, Milano, 1983 Illustrazioni Fotografie in B/N e a colori
Autori Giuseppe Adani, Marina Foschi e Sergio Venturi Campagna fotografica Marco Ravenna
N. Volumi 1 N. Pagine 223
Dimensioni 26 x 34 x 2,6 cm. Peso (senza imballo) 1,99 kg.
Descrizione

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uesto volume si lega direttamente a quello dedicato in precedenza all’evoluzione residenziale del castello e allo sviluppo delle dimore signorili extra-urbane in Emilia Romagna sino al recepimento degli influssi dell’assolutismo francese nelle sistemazioni architettoniche e territoriali dei ducati. Il riferimento alla parte del lavoro già pubblicata non avviene pertanto sulla sola continuitä concettuale, ma trova una motivazione imprescindibile nel testo del capitolo d’apertura del primo volume che ha impostato e sviluppato l’intera tematica delle vicendee del ruolo delle ville in questa regione, sino al XX secolo.

II rimando a quel capitolo è d’obbligo, per la correttezza che gli autori intendono avere nei confronti del lettore, ma l’autonomia di motivazione culturale di questo volume e ampiamente percettibile nel suo stesso svolgimento, ed è affidata soprattutto ai testi introduttivi di ciascuna delle parti in cui si suddivide.

Il colloquio tra gli autori e il lettore avviene ancora con la formula che è apparsa più giusta per una indagıne che ha avuto di mira non la storia dell’arte, ma la stilistica architettonica, non le successioni araldico-familiari, ma il complesso della socialità della villa – in una gamma embricata di funzioni e di attributi – che è poi il modo più autentico e moderno di guardare ai fenomeni storici e formali. La formula è quella del discorso per immagini (che rappresentano la realtà diretta, il documento) integrato in stretta contiguità dal discorso per parole.

La vicinanza delle fotografie con le didascalie, e la lunga funzione esplicativa di queste ultime, confermano e confortano la scelta dell’obiettivo divulgativo. Del resto le intenzioni erano esattamente quelle, e nessuna proiezione specialistica è stata congegnata in modo da far divergere la qualità del lavoro verso taluno dei rami delle discipline riservate agli iniziati.

Il contributo che qui viene offerto ha pertanto un carattere didattico generale, ed anche elementare, se qualcuno cosi volesse dire. Ma rappresenta un pezzo importante di quel quadro di conoscenza della propria regione che ogni cittadino dovrebbe acquisire, e nel cui versante geografico-culturale nessuno aveva sinora esplorato l’intero mondo delle ville.

L’itinerario del presente volume parte dalle ville private del Settecento e si conclude al momento di quell’ultima riduzione – concettuale e dimensionale – che è stato il villino urbano, o balneare, del primo Novecento. Il secolo XVIII, che pure ha conosciuto gli innumerevoli fermenti di idee registrati dalla storia, dal punto di vista delle fonti di reddito e dell’uso degli strumenti di produzione fu piuttosto fermo, Soprattutto in Italia, fin quasi verso il suo volgere. Non stupirà pertanto registrare, in una terra cosi intensamente votata all’agricoltura come l’Emilia Romagna, una sorta di immobilismo territoriale e quasi di neo-feudalesimo (feudo è una parola che ricorre spesso, in pieno Settecento, per indicare una vasta proprietà fondiaria in Emilia) abbarbicato alla rendita agraria e favorito certamente dalla presenza conservatrice del governo pontificio da una parte, e dai governi ducali dall’altra.

Cosicché anche il capitale privato da sempre, anche se non sempre poeticamente georgico, si radica maggiormente nelle pingui garanzie dell’agricoltura e porta quasi alla perfezione formale quel controllo complessivo del territorio che ha fatto di questa regione padana la più mirabile macchina di produzione agro-alimentare di tutto il mondo pre-industriale…

Note bibliografiche

Pubblicazione di grande formato di Amilcare Pizzi realizzata nel 1983 come strenna bancaria per il Consorzio fra le Banche Popolari Cooperative dell’Emilia Romagna; a copertina rigida in tela verde, con titolazioni in bianco al piatto e al dorso; rilegata a filo; pagine stampate su carta semi-lucida di buona qualità e grammatura; dotata di sovracoperta editoriale lucida fotografica a colori; arricchita da numerose tavole fotografiche in B/N e a colori anche a tutta pagina.

Stato di conservazione

Più che Ottimo [il volume non mostra danni strutturali, strappi, segni, mancanze o usure gravi che vadano evidenziate; legatura compatta e resistente; copertine rigide ben conservate e con pochi segni del tempo, ma con strisce marginali di sbiaditura del colore dovute alla luce (trascurabili); sovracoperta in ottimo stato, con minimi segni di vissuto ai bordi ed alcune opacità da sfregamento ai piatti; coste abbastanza luminose; ingiallimento delle pagine presente ai margini ma non disturbante, e nella norma per l’età ed il materiale].

Informazioni aggiuntive

Peso 1.99 kg
Dimensioni 26 × 34 × 2.6 cm
Edizione

Luogo di pubblicazione

Milano

Anno di pubblicazione

Caratteristiche particolari

Formato

Illustrazioni

Genere

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Colore principale

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