BookStore - Sergio Noja (a cura di), I primi Arabi, Ed. Jaca Book, 1994

Sergio Noja (a cura di), I primi Arabi, Ed. Jaca Book, 1994

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Un importante strumento per conoscere il mondo e il contesto arabo prima dell’avvento del Corano, con una ricca documentazione della produzione artistica e culturale.

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Descrizione

Edizione Jaca Book, Milano, 1994 Introduzione Francesco Gabrieli
Contributi Bruno Chiesa, Valentina Colombo, Gabriele Crespi, Giovanni Garbini, Sergio Noja e Michail B. Piotrovski Illustrazioni Fotografie e disegni in B/N e a colori
N. Volumi 1 N. Pagine 271
Dimensioni 23,5 x 30,5 x 2,8 cm. Peso 1,80 kg.
Descrizione

N

ella communis opinio, i due termini di Arabi e musulmani sono quasí equivalenti e intercambiabili, ciò che solo in parte è vero. Gli Arabi cioè sono entrati nella grande storia con l’islam, ad opera del Profeta meccano, e nella sua fede, diffusasi ben oltre i confini d’Arabia, hanno realizzato la loro più profonda identità, hanno fondato un impero, e sentono ancor oggi il loro più forte legame comune. Ma a monte della decisiva esperienza religiosa, e delle sue enormi conseguenze, v’è tutta una protostoria araba preislamica, che una piena trattazione quale vuol essere questo Corpus arabicum non può ignorare, e che, se pur di portata tanto interiore alla vicenda del binomio Arabi-lslam, comprende la più antica fase dell’Arabismo, ne inaugura e ne potenzia talune capacità e attività che in parte si continueranno poi nell’età islamica, ma in parte resteranno caratteristiche del’età premusulmana.

A tutta questa preistoria «pagana», l’Islam diede il nome di Ğāhiliyyah, età della ignoranza (s’intende religiosa) o, come altri preferisce intendere, della barbarie. L’ottica d’un occidentale moderno non può naturalmente esser questa della ortodossia musulmana, e perciò diremo subito che se anche di «barbarie» nel nostro senso si può per certi limitati aspetti parlare, per altro verso I’Arabismo preislamico fu una notevole pagina nella storia complessiva dell’Oriente tardoantico, e giustifica una compiuta trattazione a sé, come si è cercato di fare con questo volume.

I capitoli iniziali, e soprattutto l’ampio secondo, delineano per sommi capi le sorti e i tratti essenziali del popolo arabo nel millennio circa dal suo primo affacciarsi alla storia fino alla grande novità dell’Islam nel VII secolo dell’èra nostra. Il semitista Garbini ne scruta il primo affacciarsi sullo scenario della patria penisola già alla fine del secondo millennio, e ne illustra un singolare, ben definito e conchiuso aspetto della sua protostoria, la sedentaria civiltà sudarabica.

L’altro semitista ma soprattutto arabista Noja illustra l’altra (e prevalente) faccia dell’Arabismo preislamico, quella del nomadismo nel centro e nel nord d’Arabia. Queste due facce coesistono per almeno un millennio, con caratteristiche ben distinte, e in parte opposte: sedentaria, agricola e monarchica la sudarabica, in cui si succedono o fiancheggiano stati saldamente organizzati (Sabei, Minei, Himyaritı), economia agricola e ben radicato politeismo religioso. Questa civiltà dell’Arabia meridionale, pur geograficamente e anche etnicamente araba (in senso lato) è rimasta distaccata e sentita estranea dal restante della tradizione araba, che di quei tubba meridionali (è il termine dato dalla tradizione del nord a questi sovrani sudarabici) serba solo confuse e in parte leggendarie notizie. Al nord di questa fascia costiera meridionale (Yemen, Hadramàut cce.) della cui cultura è quasi simbolo la diga di Màrib, che ne regolava la vitale irrigazione, stanno le desertiche distese del Higiàz e del Nağd, culla e teatro del nomadismo.

Anche questa più vasta zona d’Arabia conobbe insediamenti sedentari, come la Mecca stessa, repubblica commerciale e carovaniera; e poi Yatrib (la futura Medina), la da poco scoperta Fau e più a nord, già in terra irachena, quella Hira che fu sede dello staterello arabo dei Lahmidi, vassallo della Persia sasanide. A questo staterello gravitante nell’orbita persiana fa riscontro l’altro dei seminomadi Ğassānidi di Siria (Ğiābiya, Gilliq), avamposto dell’impero bizantino, e per esso custode del limes siriano

 

Indice:

  • INTRODUZIONE, di Francesco Gabrieli
  • PREISTORIA E PROTOSTORIA, di Gtovanni Garbini
  • L’ARABIA SEDENTARIA E NOMADE, di Sergio Noja
  • NABATENI E PALMIRENI, di Valentina Colombo
  • L’ARABIA MERIDIONALE, di Giovanni Garbin
  • GLI EBREI ARABI, di Bruno Chiesa
  • GLI ARABI CRISTIANI, di Gabriele Crespi
  • L’ECONOMIA DELL’ARABIA PREISLAMICA, di Michail B. Piotrovskio
  • LE SCRITTURE DELL’ARABIA, di Sergio Noja
  • BIBLIOGRAFIA DI RIFERIMENTO
  • RINGRAZIAMENTI
  • ILLUSTRAZIONI A COLORI
    • Paesaggi dall’Oman al Giordano; Palmira, Gerasa, Petra
    • Arabia settentrionale e centrale, al-Fau
    • Penisola araba meridionale
Note bibliografiche

Prima Edizione Jaca Book del 1994 per la Collana Le Grandi Stagioni, di grande formato, a copertina rigida in tela muta blu scuro; rilegata a filo; stampata su carta semi-lucida di buona qualità e con ampie marginature al testo; dotata di sovracoperta protettiva lucida fotografica; corredata da fotografie e disegni in B/N e a colori anche a tutta pagina.

Stato di conservazione

Più che Ottimo [il volume non mostra danni strutturali, strappi, segni, mancanze o usure gravi che vadano evidenziate; legatura compatta e resistente; copertine rigide quasi intatte e con pochissimi segni del tempo; sovracoperta in ottimo stato, con minimi segni di vissuto ai bordi e lievi opacità da sfregamento ai piatti; coste poco impolverate; ingiallimento delle pagine molto ridotto o assente].

Informazioni aggiuntive

Peso 1.80 kg
Dimensioni 23.5 × 30.5 × 2.8 cm
Edizione

Luogo di pubblicazione

Milano

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Caratteristiche particolari

Illustrazioni

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