BookStore - Mario Battaglini (a cura di), Il Monitore Napoletano 1799 [Storia di un giornale giacobino], Ed. Guida, 1974

Mario Battaglini (a cura di), Il Monitore Napoletano 1799 [Storia di un giornale giacobino], Ed. Guida, 1974

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Il Monitore Napoletano“, il giornale che Eleonora de Fonseca Pimentel pubblicò durante la breve vita della Repubblica Napoletana del 1799, costituisce il maggior documento di quel periodo.

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Editore e Anno Guida Editori, Napoli, 1974 Collana Fonti e documenti per la storia del Mezzogiorno d’Italia, #3
N. Volumi 1 N. Pagine 956
Dimensioni 14 x 21,8 x 6,1 cm. Peso (senza imballo) 1,36 kg.
Descrizione

Riappare, nella sua integrità, “Il Monitore Napoletano“, il giornale che Eleonora de Fonseca Pimentel pubblicò durante la breve vita della Repubblica Napoletana del 1799 e che costituisce il maggior documento di quel periodo.

Il volume è preceduto da un’ampia introduzione sulla vita di Fonseca Pimentel e sulla storia del suo giornale, mentre l’appendice riproduce il “Moniteur“, il famoso giornale parigino, negli estratti che si riferiscono agli avvenimenti napoletani.

I trentacinque numeri de “Il Monitore Napoletano” sono corredati di note e rinvii che permettono non solo di comprendere gli accenni agli avvenimenti dell’epoca, ma di ricostruire a poco a poco l’intera tragica storia della Repubblica Napoletana.

Inoltre, e per la prima volta, vengono riprodotte le varianti tra due edizioni del Monitore: fatto, questo, che era sfuggito a tutti coloro che si erano occupati della materia.

 

Con la proclamazione della Repubblica Napoletana il 23 gennaio 1799, si era consapevoli da parte dei patrioti dell’importanza della comunicazione al fine di ottenere un indispensabile allargamento del consenso in relazione alla diffusione dei concetti fondamentali della democrazia repubblicana, la libertà e l’uguaglianza, come anche allo scopo di dar conto delle decisioni del governo repubblicano.

Il 2 febbraio 1799 Eleonora de Fonseca Pimentel e Carlo Lauberg, nella tipografia di Gennaro Giaccio, davano alle stampe il primo numero del Monitore Napolitano, giornale ufficiale del Governo Rivoluzionario.

Solitamente pubblicato il martedì e il sabato, nel numero 3 di sabato 9 febbraio 1799, il Monitore Napoletano rimarcava “ la libertà delle stampe” quale elemento caratterizzante i “Governi liberi”. Quindi il Monitore Napoletano si presentava quale foglio filogovernativo, che, tuttavia, non avrebbe seguito acriticamente i vari momenti del progetto politico rivoluzionario, le necessarie discussioni in momenti topici, come anche i conflitti e le contraddizioni del generale andamento della Repubblica Napoletana.

Infatti, pur nato come organo di informazione di posizioni ed indirizzi politici governativi nei territori della Repubblica, il periodico assumerà gradualmente un taglio più articolato, connotandosi, in momenti e aspetti politici particolari, per alcune posizioni critiche nei confronti dell’attività governativa.

Lo storico Mario Battaglini ha sottolineato l’indipendenza di pensiero di Eleonora de Fonseca Pimentel, rimarcando l’assoluta indipendenza “di fronte a qualsiasi gruppo, da qualunque parte provenisse”, fosse essa di carattere moderato o radicale. “La Pimentel espone tutti i fatti riferentisi a Napoli – ha affermato Battaglini – e li commenta, ma al di sopra pone le esigenze del paese e del popolo: soprattutto del popolo”.

Il Monitore Napoletano era ben attento ai problemi economico-finanziari della Repubblica, esprimendo, quando si riteneva necessario, il proprio pensiero e offrendo ipotesi alternative e propositivi riguardanti anche questioni di finanza.

Presente nel “foglio” anche l’importante dimensione pedagogico-formativa, oltre a quella comunicativa degli eventi e delle leggi della Repubblica. A tal riguardo un dato di riferimento costante risulta essere l’insistente richiamo ai valori e agli ideali portanti della libertà e dell’uguaglianza, quali tratti distintivi della nuova fase politico- istituzionale repubblicana.

Col numero 35 dell’8 giugno successivo, il giornale cessò le pubblicazioni. Fino al suo ultimo respiro Eleonora aveva creduto nella Repubblica, convinta che essa potesse sopravvivere con le sole sue forze. Quando il generale francese McDonald aveva ritirato le sue truppe da Napoli, Eleonora aveva scritto nel numero del 14 maggio: “L’Italia resterà una Nazione guerriera, combatterà del suo, non dell’altrui ferro cinta; si comprenderà la gran verità che un popolo non si difende mai bene che da se stesso; e che l’Italia, indipendente, è libera, ed utile alleata; se dipendente, è invece di peso: perchè la libertà non può amarsi per metà e non produce i suoi miracoli che nei popoli tutto affatto liberi”.

Invece l’armata sanfedista-inglese-russo-turca-svizzera riportò sul trono Ferdinando IV. Tutto il resto è storia, storia di un’ecatombe vergognosa, indimenticabile e perpetrata per mano dei Borbone.

 

Mario Battaglini nato ad Acquapendente nel 1916, magistrato della Corte di Appello, si è dedicato da molti anni agli studi storici riguardanti il periodo del Risorgimento, argomento sul quale ha pubblicato molti saggi.

Note bibliografiche

Prima Edizione del 1974, a copertina rigida in tela blu con titoli in oro al dorso; rilegata a filo; stampata su carta opaca di buona qualità; dotata di sovracoperta editorale dorata con illustrazione in arancione al piatto anteriore.

Stato di conservazione

Ottimo [volume utilizzato poco e strutturalmente senza problemi; pochissimi e irrilevanti di segni di vissuto ai bordi delle copertine rigide; legatura snodata e tenace; ingiallimento della carta ridottissimo; coste leggermente impolverate e con piccole fioriture a quella superiore; sovracoperta rifilata di circa 1 cm., a scopo conservativo in quanto logorata ai bordi, ma tuttora funzionale ed esteticamente non spiacevole].

Informazioni aggiuntive

Peso 1.36 kg
Dimensioni 14 × 21.8 × 6.1 cm
Edizione

Luogo di pubblicazione

Napoli

Anno di pubblicazione

Caratteristiche particolari

Curatore

Mario Battaglini

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