BookStore - Ludovico Ariosto, Cinque canti, Ed. UTET, 1964

Ludovico Ariosto, Cinque canti, Ed. UTET, 1964

19,90

Nei Cinque canti dell’Ariosto si acuiscono i toni foschi già accennati nel Furioso con i diffusi riferimenti alle Guerre d’Italia…

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Descrizione

Edizione e Anno UTET, Torino, 1964 Illustrazioni Fotografie in B/N e a colori
N. Volumi 1 N. Pagine 199
Dimensioni 17,5 x 24,2 x 1,8 cm. Peso (senza imballo) 0,58 kg.
Descrizione

La strenna UTET pubblicata nel 1964 è dedicata ai «Cinque canti di un nuovo libro di M. Ludovico Ariosto, i quali seguono la materia del Furioso, di nuovo mandati in luce».

Composti prima del 1521, sottoposti alla revisione linguistica nel 1525-26, i Cinque canti non vengono integrati in nessuna edizione del poema maggiore, neppure in quella definitiva del 1532. Non trovano posto, cioè, al canto XL del Furioso, dove si sarebbero dovute affrontare più distesamente le vicende di Ruggiero per recuperare così il motivo encomiastico legato al personaggio.

Nei Cinque canti si acuiscono i toni foschi già accennati nel Furioso con i diffusi riferimenti alle Guerre d’Italia; diviene centrale il motivo del tradimento, operato da Gano su istigazione di Alcina assistita dal Sospetto; il conflitto si sposta dall’orizzonte esterno della guerra contro i Saraceni, alla dimensione interna dello scontro dei popoli cristiani europei; si apre il dubbio della sconfitta dell’autorità imperiale con la rovinosa e comica caduta di Carlo Magno nel fiume, al canto V.

Ciò che distingue maggiormente il Furioso da questa sua continuazione incompleta, al di là di questi notevoli elementi tematici e narrativi, è però la prospettiva autoriale. Lo sguardo ironico dell’autore, capace di osservare, annodare e rinviare l’intreccio, rimane assente. E ugualmente, quella voce che interviene direttamente con commenti e valutazioni di portata più universale rimane silenziosa, lasciando che l’intreccio si muova secondo le trame cortigiane del traditore Maganzese.

Morto il poeta nel 1533, è il figlio Virginio ad affidare i Cinque canti agli eredi di Aldo, che li pubblicano nel 1545, dando il via alla vicenda editoriale del «poco di giunta». Negli anni successivi, infatti, i Canti sono destinati, da un lato, a comparire in appendice al Furioso, dall’altro, a ricevere un trattamento editoriale simile e parallelo a quello del poema. Gli apparati paratestuali visivi e verbali che accompagnano le stampe cinquecentesche del poema di Ariosto in un format di successo vengono approntati anche per questo frammento…

Il curatore è il grande Luigi Firpo.

Note bibliografiche

Pubblicazione UTET distribuita come Strenna annuale, a copertina rigida in tela grigia titolata al piatto e al dorso, rilegata e filo e stampata su carta semi-lucida di buona qualità con ampie marginature al testo, corredata da numerose foto-riproduzioni a colori.

Stato di conservazione

Più che Ottimo [a livello strutturale non si notano danni, scritte, segni, strappi o usure gravi che vadano evidenziate; legatura morbida e molto resistente; copertine rigide integre, con minori segni di vissuto e leggere impolverature della tela; ingiallimento delle pagine non troppo marcato, ed ampiamente nella norma per l’età ed il materiale; coste un po’ impolverate; dorso imbrunito dalla polvere].

Informazioni aggiuntive

Peso 0.58 kg
Dimensioni 17.5 × 24.2 × 1.8 cm
Autore/i

Ludovico Ariosto [1474-1533]

Edizione

Luogo di pubblicazione

Torino

Anno di pubblicazione

Caratteristiche particolari

Formato

Illustrazioni

Genere

Soggetto

Colore principale

Lingua

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