BookStore - Hans Staden, La mia prigionia tra i cannibali [1553-1555], Ed. Longanesi, 1970

Hans Staden, La mia prigionia tra i cannibali [1553-1555], Ed. Longanesi, 1970

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Tra tutti i racconti favolosi e talvolta terribili sulle prime esplorazioni dell’America, questo del tedesco Hans Staden costituisce una delle più antiche opere sul Brasile…

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Descrizione

Edizione e Anno Longanesi, Milano, 1970
Curatela e traduzione Amerigo Guadagnin Illustrazioni 58 disegni e incisioni in B/N
N. Volumi 1 N. Pagine 265
Dimensioni 15,7 x 23 x 2,3 cm. Peso (senza imballo) 0,54 kg.
Descrizione

T

ra tutti i racconti favolosi e talvolta terribili sulle prime esplorazioni dell’America, questo del tedesco Hans Staden costituisce una delle più antiche opere sul Brasile. È la prima vera «storia di indiani» vissuta dall’autore in prigionia tra sofferenze e continue angosce. Della vita di Hans Staden prima e dopo i suoi due viaggi in Brasile si sa poco: veniva da una famiglia di quelli che oggi chiameremmo piccoli borghesi dell’Assia, ma quanto egli fece e quanto gli capitò negli anni 1547-1548 e 1550-1554 tra gli aborigeni delle foreste tropicali lo innalzò a un destino singolare, quello di divenire appunto con le sue memorie, senza che lo immaginasse, un classico spesso ristampato, tradotto, e ancor più spesso imitato oppure ripreso con libera immaginazione da una folta schiera di scrittori.

Il suo testo, qui presentato dal dottor Guadagnin che ne ha curato traduzione, note e presentazione dall’edizione originale pubblicata a Marburg nel 1557, è semplice e disadorno, ma accompagnato sempre dall’inequivocabile tono della veridicità, mentre le silografie che lo illustrano potrebbero da sole ispirare più di un romanzo.

Ecco ad esempio Staden che durante il suo secondo soggiorno brasiliano presta servizio nel fortino di Bertioga sulla terraferma quale capoposto al soldo dei portoghesi che si dovevano difendere dalle continue incursioni dei tupinamba. Costoro lo catturano nei boschi, lo spogliano e lo imbarcano sulle loro canoe. Sbarcato al loro villaggio Ubatuba, nella baia di Mangaratiba e nell’odierno stato di Guanabara, viene prima percosso dalle donne e dai bambini, torturato e trascinato da capanna a capanna per invitare tutta la tribù a mangiarlo.

La vita di questo prigioniero è sempre in pericolo sinché la stessa superstizione degli indiani viene in suo aiuto. Dopo qualche tempo, i tupinamba lo «regalano» a un capotribù della zona di Rio de Janeiro e il comandante di una nave francese riesce a liberarlo. Nel 1555 Staden sbarca in Normandia e il suo ritorno in Europa è illustrato da una nave a gonfie vele illuminata dal sole benigno.

Chi ha letto La conquista del Messico di Bernal Díaz del Castillo ritroverà in questo nuovo volume dei «Cento Viaggi» le stesse preziose informazioni accompagnate dalla medesima emozione di lettura offerta da storie originali, essenziali per comprendere profondamente la nostra civiltà.

Note bibliografiche

Prima Edizione del 1970, a copertina rigida in tela blu, con titolazione dorata al piatto e al dorso; dotata di sovracoperta lucida illustrata a colori; rilegata a filo; stampata su carta opaca con buone marginature al testo; corredata da disegni e incisioni in B/N nel testo.

Stato di conservazione

Ottimo [strutturalmente, il volume non reca segni di usura, scritte, strappi, mancanze o danneggiamenti degni di nota; legatura compatta e resistente; copertine rigide più che decorose, senza cedimenti ma con consunzioni alla colorazione nelle zone marginali; sovracoperta in buono stato, con minori segni di vissuto ai bordi, qualche opacità da sfregamento ai piatti ed un’abrasione non grave al piatto posteriore; coste non molto impolverate].

Informazioni aggiuntive

Peso 0.54 kg
Dimensioni 15.7 × 23 × 2.3 cm
Edizione

Luogo di pubblicazione

Milano

Anno di pubblicazione

Caratteristiche particolari

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Illustrazioni

Genere

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