BookStore - G.L. Gualandi (testi di), Salvador Dalí: la Divina Commedia e altri temi. Opere grafiche, Ed. Bora, 1994

G.L. Gualandi (testi di), Salvador Dalí: la Divina Commedia e altri temi. Opere grafiche, Ed. Bora, 1994

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Alla Divina Commedia Dalí si è dedicato per ben quattordici anni: realizzati i cento acquarelli editi da Forêt tra il 1950 ed il 1959, Dalí decide di tradurli in altrettante xilografie…

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Descrizione

Edizione e Anno Bora, Bologna, 1994 Illustrazioni Fotografie e disegni a colori
N. Volumi 1 N. Pagine 110
Dimensioni 21,5 x 28 x 1,2 cm. Peso (senza imballo) 0,80 kg.
Descrizione

Non sarà possibile, qui, parlare delle innumerevoli edizioni illustrate da Dalí poiché oltre cento sono, infatti, i differenti mondi letterari che l’artista catalano ha attraversato con il suo talento e le sue geniali interpretazioni o, come egli stesso le definì, «associazioni interpretative». Avvicinatosi al libro illustrato sin dai primi anni Trenta (sue sono le immagini a corredo dell’Immaculée Conception di Breton ed Eluard, pubblicato nel 1930, le magistrali «visioni» realizzate nel ’34 per Les Chants de Maldoror di Lautréamont e le numerose tavole per illustrare vari testi surrealisti), Dalí si è abbandonato da subito ad una vera e propria passione che lo ha portato a dedicarsi alle éditions illustrées fino alla fine degli anni Settanta.

«È evidente che il fatto illustrativo non restringe in nulla il corso delle mie idee; anzi, al contrario, le porta ad illuminarsi, a sbocciare». È, questa di Dalí, una dichiarazione utile per comprendere come egli abbia interpretato il proprio «ruolo» di illustratore, e certamente, tra le tante opere «tradotte» dall’artista catalano dopo le grandi prove surrealiste, proprio la Divina Commedia costituisce una conferma inequivocabile di queste parole.

Alla Commedia Dalí si è dedicato per ben quattordici anni: realizzati i cento acquarelli editi da Forêt tra il 1950 ed il 1959 (presentati nel 1960 al Palais Galliéra di Parigi), Dalí decide di tradurli in altrettante xilografie, per la realizzazione delle quali si avvale della collaborazione di Raymond Jacquet, maestro stampatore francese, con cui lavora spalla a spalla per ben quattro anni (dal 1960 al 1964).

È questo un periodo di lavoro intenso e sofferto: ogni colore, ogni lieve sfumatura dell’acquarello – tecnica così lieve e luminosa nella sua resa – deve essere tradotta fedelmente tramite il legno: l’ordine dei passaggi di colore esige una intuizione ed un tocco di mano eccezionali, degni della più alta tradizione artigianale; Dalí con la sua rutilante e visionaria maestria, Jacquet con la sua competenza senza equivalenti, consumano in questi anni più di tremila legni per donare al mondo un’opera in cui qualità e vena illustrativa si combinano in modo diverso ad ogni foglio e ad ogni immagine.

«… le illustrazioni per la Divina Commedia formano nell’insieme una miniera di simboli, di allusioni, di riferimenti esoterici, di sintomi psichici, di segni magici, di strutture allegoriche, di immagini archetipe, vasta come nessun artista del nostro secolo ha lasciato…». Così ebbe a scrivere nel 1989 Roberto Tassi in occasione della grande mostra allestita al Palazzo dei Diamanti di Ferrara; nulla crediamo di poter aggiungere se non che Salvador Dalí, infaticabile, imprevedibile, eclettico come era, per ben due volte, in quattordici anni, si è buttato a capofitto nello spirito di Dante, «nell’angoscia di fatalità terribili e nella gioia della ricompensa suprema».

Costringere le suites della Divina Commedia di Salvador Dalí recanti la firma autografa in una «scheda tecnica» è pressoché impossibile, in quanto non è stato seguito alcun programma di edizione in questa forma e si tratta generalmente di rari esemplari fuori commercio, firmati in diversi periodi e comunque in numero molto limitato. Dalí stesso, probabilmente, ha voluto vivacizzare la sua opera intervenendo con variazioni personali soprattutto per quanto riguarda la firma; alcune suites infatti recano l’autografo per esteso mentre per alcune ha addirittura creato una distinzione nel colore della matita usata per firmarle: rossa per l’Inferno, viola per il Purgatorio e blu per il Paradiso; ma per la maggior parte sono firmate a matita con il solo cognome.

Note bibliografiche

Prima Edizione del 1994, a copertina morbida bianca muta dotata di sovracoperta lucida fotografica a colori, rilegata a filo, stampata su carta lucida di buona qualità e grammatura, corredata da decine di fotografie e disegni a colori nel testo.

Stato di conservazione

Come Nuovo [il volume proviene da imballi originali editoriali, e quindi non è mai stato utilizzato; eventuali imperfezioni o microabrasioni, se dovessero essercene, sono da imputare al tempo trascorso dalla pubblicazione e/o all’editore stesso].

Informazioni aggiuntive

Peso 0.80 kg
Dimensioni 21.5 × 28 × 1.2 cm
Edizione

Luogo di pubblicazione

Bologna

Anno di pubblicazione

Caratteristiche particolari

Formato

Illustrazioni

Genere

Soggetto

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