BookStore - Giovanni da Legnano, De fletu Ecclesie, Ed. Ca.Ris.Bo. / Banca di Legnano, 2006

Giovanni da Legnano, De fletu Ecclesie, Ed. Ca.Ris.Bo. / Banca di Legnano, 2006

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Il De fletu Ecclesie è una testimonianza dei fondamenti morali e giuridici di un assetto politico destinato inevitabilmente a lasciar posto a una nuova costruzione della Cristianità occidentale medievale…

Descrizione

Edizione e Anno Ca.Ris.Bo. / Banca di Legnano, 2006
Curatela Berardo Pio Illustrazioni Fotografie a colori
N. Volumi 1 N. Pagine 309
Dimensioni 23,5 x 32,5 x 3,8 cm. Peso (senza imballo) 2,56 kg.
Descrizione

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on può stupire chhe due Enti economici diversi per ubicazione, finalità e struttura, quali la Banca di Legnano e la Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna, si incontrino per promuovere la pubblicazione di una delle opere più significative di un cittadino legnanese: Giovanni degli Oldrendi, più comunemente noto come Giovanni da Legnano. Non puð stupire dicevamo, questa comunità di intenti, non solo o non tanto per l’importanza del trattato che qui si propone per la prima volta nella sua versione integrale, grazie all’impegno del dottor Berardo Pio, quanto piuttosto per la rilevanza culturale e politica dell’autore il cui nome dà lustro, ancora oggi, alla città che gli ha dato i natali: Legnano, appunto, ma anche a Bologna, sede – come è noto – del prestigioso Studium in cui Giovanni da Legnano si formò, alla scuola di Paolo Liazari, e nel quale operò come lettore di Decretali prima e, dal 1352, come doctor utriusque iuris.

Alla rapida ascesa professionale di Giovanni si affianca peraltro l’espletamento di uffici politici e diplomatici di non scarsa importanza, atteso il contesto storico politico del monento che segna, nella seconda metà del secolo XIV, una situazione di crisi sia della città emiliana, sia del contesto italiano, sia dello scenario europeo nella sua parte occidentale.

Crisi, si diceva, del contesto italiano in genere e, nello specifico, di Bologna che non era riuscita a chiudere il processo istituzionale evolutivo dal Comune alla Signoria come, in tempi diversi, era avvenuto per altre città dell’Italia settentrionale e che non aveva risolto l’antinomia che la opponeva alla sospettosa tutela dello Stato pontificio. Ma scenario inquietante anche per l’Europa occidentale lacerata dalla plurisecolare rivalità anglo-francese come dai tentativi, destinati oggettivamente al fallimento, di restituire una forza coagulante alla ideologia imperiale e infine, dalla crisi politica soprattutto di identità spirituale e religiosa rappresentata dallo scisma sorto nella Cristianità con la elezione di Urbano VI.

Giovanni da Legnano non poteva opporre a così grande frantumazione di ogni forma di coesione di potere politico e religioso altro che l’esperienza che aveva maturato come magister di diritto canonico e diritto civile e come capo di due delegazioni inviate dalla città di Bologna al pontefice Gregorio XI, la prima nel giugno del 1376, la seconda tra maggio e settembre dell’anno successivo, finalizzate entrambe al ripristino di un clima di distensione e pacificazione della città emiliana duramente provata dal malgoverno del vicario papale Guillaume di Noëllet e insieme dalle incessanti ostilità di Bernabò Visconti.

L’esito largamente soddisfacente della prima e della seconda delegazione è attribuibile in gran parte all’abilità di Giovanni da Legnano ed al suo ruolo che oggi potremmo definire di illuminata mediazione. La successiva nomina di vicario papale a Bologna e il conferimento, per unanime volontà dei cives bolognesi, della cittadinanza onoraria (5 gennaio 1378) se per un verso attestano il prestigio conseguito da Giovanni, per un altro evidenziano inequivocabilmente il suo schieramento filopapale, uno schieramento supportato da una profonda convinzione che lo porterà, al momento del manifestarsi dello scisma che segue la scomparsa di Gregorio XI, a sostenere proprio nel De fletu Ecclesie, la legittimità della elezione di Urbano VI con argomentazioni sostanzialmente affidate ad una costruzione canonistica razionale su cui poggiava l’edificio della monarchia papale romana.

Giovanni da Legnano non poté vedere le conclusioni dello scisma e quindi l’accoglienza che le sue tesi avrebbero avuto nelle corti e nei governi europei, perché moriva nel febbraio del 1383. Di fatto nella prospettiva della ricerca di un elemento di coagulo essenziale, anche se estremo, per l’unità dell’Europa occidentale, Giovanni da Legnano, uomo di fede e di cultura, profondamente legato ai contesti medievali del suo tempo, ha mostrato ampiamente di meritare l’alto apprezzamento che Bologna ripetutamente gli aveva palesato, per la sua attività politico-diplomatica svolta in naniera esemplare senza mai nulla togliere agli impegni accademici.

Proprio queste considerazioni hanno indotto la Banca di Legnano e la Fondazione Cassa di Risparmio in Bolognaa a impegnarsi per la conoscenza diretta di un testo, come il De fletu, testimonianza estrema dei fondamenti morali e giuridici di un assetto politico destinato inevitabilmente a lasciar posto a una nuova costruzione
della Cristianità occidentale, rivolta forse alla ricerca di etiche politiche più autonome, più profittevoli, ma altrettanto foriere di dialettiche aspre che avrebbero sconvolto il mondo moderno.

[dalla Prefazione di Rocco Corigliano e Fabio Roversi Monaco]

Indice:

  • Prefazione, di Rocco Corigliano e Fabio Roversi Monaco
  • Introduzione: Giovanni da Legnano intellettuale e uomo politico nell’Europa del Trecento
  • De fletu Ecclesie
    • Il trattato
    • Prohemium
    • Primus casus
    • Secundus casus
    • Articulus primus
    • Articulus secundus
  • Bibliografia
  • Apparati
    • Palazzo Legnani Pizzardi
    • Immagini miniate
Note bibliografiche

Prestigiosa pubblicazione fuori commercio, concepita come strenna bancaria di Cassa di Risparmio di Bologna e Banca di Legnano nel 2006, a copertina rigida in tela beige con titoli in oro al piatto e al dorso; rilegata a filo; stampata su carta semi-lucida di alta qualità e grammatura, con ampie marginature al testo; dotata di sovracoperta editoriale illustrata lucida a colori; ricca di riproduzioni di codici miniati antichi a colori.

Stato di conservazione

Ottimo [a livello strutturale non si notano danni, scritte, segni, strappi o usure gravi che vadano evidenziate; legatura snodata e resistente; copertine rigide quasi intatte, con leggerissima polvere diffusa; sovracoperta di bell’aspetto e senza mancanze, con piccole crepe/usure ai bordi (talora rinforzate dall’interno con nastro adesivo trasparente); ingiallimento delle pagine ridottissimo, limitato ai margini e ampiamente nella norma per l’età; coste ancora luminose].

Informazioni aggiuntive

Peso 2.56 kg
Dimensioni 23.5 × 32.5 × 3.8 cm
Anno di pubblicazione

Caratteristiche particolari

Illustrazioni

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