Gérard de Nerval, Aurelia (illustrato da Alfred Kubin), Ed. il Melangolo, 1983

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Aurelia‘, il romanzo proto-lisergico di Nerval, è un attacco di una lapidarietà da sentenza: c’è la vita e c’è la vita nel sogno, contigue l’una all’altra, anticipo dell’incontro col “doppio sé stesso” come presagio di morte

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Edizione il Melangolo, Genova, 1983 Collana I Libri con le Figure, #7
Saggio Albert Béguin Illustrazioni Disegni in B/N di Alfred Kubin
N. Volumi 1 N. Pagine 117
Dimensioni 13,5 x 20,5 x 0,8 cm. Peso 0,23 kg.
Descrizione

“I

l sogno è una seconda vita”: comincia in questo modo “Aurélia”, il romanzo proto-lisergico del poeta-romanziere Gérard de Nerval… Un attacco lapidario, di una lapidarietà da sentenza: c’è la vita e c’è la vita nel sogno. Contigue l’una all’altra, anticipo di un’ontologia frastagliata, dell’incontro col “doppio sé stesso” come presagio di morte (secondo la tradizione tedesca) che allunga la sua ombra sul romanzo. Larga parte degli elementi costitutivi di “Aurélia” sono configurabili di fatto come duali, se non come molteplici, scissi, meta-significanti.

Aurélia” è per questo un romanzo prossimo all’onirismo (ma anche al viaggio oltretombale e all’allucinatorio), così come la prosa del suo autore agli influssi visionari di Gautier, al crepuscolarismo di Madame de Staël, al fantasmatico di Dickens, allo psichismo, alle fantasticherie oltremondane dantesche, all’apuleiano Asino d’oro (questi ultimi, in un capitolo del libro, esplicitamente richiamati a modelli). 

La trama si offre dunque, in superficie, come una storia d’amore e di morte (l’amor fou, in quanto sublimato, nutrito da de Nerval per la defunta Amélie), ma è nel sottotraccia narrativo che produce appieno il suo carico specifico, gravido di malie, sogni a occhi aperti, esoterismi, proiezioni interiori, psicosi a un passo dalla vera e propria sindrome schizofrenica.

Specifica più sottilmente Giancarlo Pontiggia (a cui si devono cura e traduzione del romanzo), muovendo da una lettura di Théophile Gautier: “«Si è detto che Aurélia è il poema della Follia. Il filosofo contempla con distacco le visioni dell’allucinato. Non le smentisce, non le combatte; le spiega, ne indica il punto di partenza, ne segue lo sviluppo, determinandone i rapporti con l’ambiente, le circostanze, gli incidenti, i presupposti e i ricordi della veglia e del sogno». Magnifica, insuperata definizione di questo libro in cui il mistero della vita, l’ossessione di un amore salvifico e fatale, il conflitto tra realtà e illusione, delirio e ragione, mondo notturno e mondo diurno non si dissolvono in figurazioni vaghe, in una perdita di coscienza, ma esigono un pensiero interpretativo, una visione più alta in cui tutto trovi posto, e si acquieti”.

Proprio la tangibilità dell’universo fantastico-delirante allestito da Gerard de Nerval, l’evidenza reiterata e senza mascheramenti dell’altrove psicotico, determinano l’insolita potenza di “Aurélia”; in anticipo di quasi un secolo sul “Pasto nudo” bourroghsiano, rendiconto senza infingimenti del delirio dal suo interno. Una lettura spessa, atipica, pre-esoterica, nera e affascinante al tempo stesso.

Note bibliografiche

Pregevole Prima Edizione del 1983, pubblicata da Il Melangolo, a copertina morbida illustrata con alette, con titoli al piatto e al dorso; legatura a filo; arricchita da illustrazioni in B/N di Alfred Kubin [1877-1959].

Non sempre facile da reperire sul mercato italiano, anche on-line, e quasi mai svalutata a prezzi “popolari”.

Stato di conservazione

Come Nuovo [nonostante l’età dell’articolo, non si notano danni, né scritte, segni, strappi o usure particolari; l’ingiallimento della carta è ridottissimo, e nella norma per l’età; legatura ancora compatta e tenace; minimi segni di vissuto alle copertine]

Informazioni aggiuntive

Peso 0.23 kg
Dimensioni 13.5 × 20.5 × 0.8 cm
Autore/i

Gérard de Nerval [Gérard Labrunie, 1808-1855]

Luogo di pubblicazione

Genova

Edizione

Anno di pubblicazione

Caratteristiche particolari

Formato

Illustrazioni

Genere

Soggetto

Colore principale

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