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Roberta Gandolfi, La prima regista. Edith Craig, fra rivoluzione della scena e cultura delle donne, Ed. Bulzoni, 2003

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Questo libro racconta una protagonista eccezionale del Novecento teatrale, a lungo rimossa dalla memoria storica: Edith Craig (1869-1947)…

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Edizione Bulzoni, Roma, 2003 Collana Culture Teatrali, #6
N. Volumi 1 N. Pagine 511
Dimensioni 17 x 24 x 3 cm. Peso 0,74 kg.
Descrizione

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uesto libro racconta una protagonista eccezionale del Novecento teatrale, a lungo rimossa dalla memoria storica: Edith Craig (1869-1947). Figlia della grande Ellen Terry, l’attrice più amata dell’Inghilterra vittonana, e sorella maggiore di Gordon Craig, il profeta della rivoluzione registica, Edith Craig attraversò insieme a loro la transizione artistica fra i due secoli. Contemporaneamente intraprese autonomi percorsi creativi, per poi emergere come la prima donna regista ed inventare un teatro radicale, immerso nella dialettica fra arte e società.

Fu pasionaria femminista delle scene, coreografa delle feste e dei cortei suffragisti, fondatrice e regista di una gloriosa compagnia d’arte e d’intervento, la Ploneer Players (1911-20) per la quale diresse forti pièce militanti e d’occasione e la migliore drammaturgia del modernismo europeo. Più tardi, fra le due guerre, agì da regista-pedagoga, si dedicò ai teatri di comunità e promosse il decentramento teatrale in nome di un’arte democratica.

La sua grandezza diffusa, lì suo essere stata tante cose insieme, ne hanno fatto una figura anomala, di difficile collocazione nel pantheon della prima generazione registica.

Questo grande affresco narrativo, frutto di lunghe ricerche d’archivio, connette criticamente dati biografici e analisi di contesto, per restituire nella loro complessità le sperimentazioni artistiche della prima regista e i campi discorsivi che esse aprono. Il contributo di Edith Craig al Novecento teatrale, secondo l’ipotesi storiografica qui proposta, è il modello di una regia estesa. Prima di essere la biografia di una donna eccezionale, il libro dunque è una storia della cultura, e soprattutto una storia di pratiche artistiche e sociali.

 

Roberta Gandolfi è dottore di ricerca in Discipline dello Spettacolo e insegna Istituzioni di Regia presso l’Università di Ferrara. Ha pubblicato saggi e studi sulle culture e le pratiche performative nel Novecento, spaziando dalla danza alla drammaturgia (Le forbici di Ghepardi. Scritture per scena e schermo nel ventennio fascista, Porretta Terme, 1998) alla storia d’attore (con i contributi al volume Maria Melato. Il mito dell’attrice, Reggio Emilia, 2000). All’approccio storico ha affiancato indagini di taglio etnografico, come Feste migranti a Bologna. Una ricerca sul campo (Bologna 2000, Città Europea della Cultura). I suoi saggi su Edith Craig sono apparsi in riviste italiane e inglesi.

Note bibliografiche

Prima Edizione del 2003, a copertina morbida illustrata opaca, titolata al piatto e al dorso, rilegata a filo, arricchita da fotografie in B/N.

Stato di conservazione

Ottimo [volume un po’ vissuto ma utilizzato pochissimo, non reca danni, strappi, usure pesanti o logorii vistosi; copertine morbide in ottimo stato, con minimi segni di vissuto ai bordi e al dorso (talvolta ripresi con pennarello correttivo nero); coste abbastanza luminose; ingiallimento delle pagine molto ridotto; legatura compatta e resistente; firma di appartenenza alla prima pagina neutra].

Informazioni aggiuntive

Peso 0.74 kg
Dimensioni 17 × 24 × 3 cm
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Luogo di pubblicazione

Roma

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Caratteristiche particolari

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