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Gaetana Cantone (a cura di), Campania barocca, Ed. Jaca Book, 2003

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Dagli inizi del ‘600 fino alla metà del ‘700 la cultura artistica napoletana, pur richiamandosi al Barocco romano, esprime una grande autonomia linguistica…

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Descrizione

Edizione Jaca Book, Milano, 2003 Illustrazioni Fotografiee disegni a colori e in B/N
Curatela Gaetana Cantone Testi G. Cantone, A. Braca, P.L. Ciapparelli,, I. Delizia, L. di Lernia, F. Divenuto e A. Sauro
N. Volumi 1 N. Pagine 330
Dimensioni 20,7 x 28,7 x 2,7 cm. Peso 1,73 kg.
Descrizione

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agli inizi del Seicento fino alla metà del Settecento la cultura architettonica ed artistica napoletana, pur richiamandosi al Barocco romano, esprime una grande autonomia linguistica; si diffonde, oltre che nei centri campani, in vari ambiti culturali come il Salento e l’Abruzzo e si intreccia con le ricerche del Settecento siciliano, rimanendo sempre in costante dialogo con il Barocco europeo. La conquista della piazza, dello spazio pubblico, per feste civili e religiose è determinante nella formalizzazione di molti dei temi compositivi del linguaggio barocco.

La corrispondenza fra apparato effimero e architettura diventa via via più stringata, a Napoli come nei centri campani: le medesime forme passano da candelabri a guglie, da tabernacoli a piante centrali, dall’arredo liturgico alle facciate esterne. Centrale in questo rinnovato clima artistico è la sintesi delle arti – architettura, scultura e pittura -, categoria fondamentale per leggere l’opera dei caposcuola del Barocco in Campania: Fanzago, Santelice e Vaccaro che, avvalendosi di una formazione architettonica congiunta all’esperienza pittorica e/o scultorea, raggiungono la massima abilità nell’esaltare gli effetti illusionistici e gli apparati decorativi delle loro architetture e nell’orientare l’ornamentazione plastica verso effetti di grande teatralità e qualità espressiva.

E inoltre diretto il confronto di questi maestri con il fiorente contesto della pittura napoletana che, muovendo dalla lezione di Caravaggio, esprime nel corso del XVII secolo personalità di assoluto rilievo come Caracciolo, Ribera, Stanzione e Giordano. Il clima artistico e culturale napoletano si estende ai vari centri regionali delineando un panorama ricchissimo e costellato di inediti e di «scoperte»: da Salerno, il centro più importante dopo Napoli, alle piccole capitali del Barocco come Aversa, Capua e Sessa Aurunca in provincia di Caserta, Sant’Agata dei Goti e Cerreto Sannita in provincia di Benevento, Solofra e Mercogliano in provincia di Avellino.

Note bibliografiche

Prima Edizione del 2003, a copertina rigida in tela nera, con titoli in giallo al dorso; rilegata a filo; stampata su carta patinata di buona qualità; ricca di fotografie e disegni in B/N e a colori anche a tutta pagina; dotata di sovracoperta lucida fotografica a colori.

Stato di conservazione

Ottimo [il volume non mostra danni strutturali, strappi, segni, mancanze o usure gravi che vadano evidenziate; legatura snodata e resistente; copertine rigide quasi intatte e con pochi segni del tempo; sovracoperta in buone condizioni, con lievissime opacità da sfregamento ai piatti e minime sbrecciature ai bordi inferiori rinforzate con nastro adesivo trasparente; coste ancora luminose; ingiallimento alle pagine ridottissimo].

Informazioni aggiuntive

Peso 1.73 kg
Dimensioni 20.7 × 28.5 × 2.7 cm
Edizione

Luogo di pubblicazione

Milano

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Illustrazioni

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