BookStore - F. Gabrieli, B.M. Alfieri, C. Baffioni, A. Bausani, G. Stasolla e R. Traini, Il Califfato di Baghdad: la civiltà Abbaside, Ed. Jaca Book, 1989

F. Gabrieli, B.M. Alfieri, C. Baffioni, A. Bausani, G. Stasolla e R. Traini, Il Califfato di Baghdad: la civiltà Abbaside, Ed. Jaca Book, 1989

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Storia, letteratura, filosofia, scienze e arte nel Califfato durante la dinastia Abbaside, che segnò l’apogeo della cultura arabo-musulmana.

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Descrizione

Edizione Jaca Book, Milano, 1989 Illustrazioni Fotografie e disegni in B/N e a colori
N. Volumi 1 N. Pagine 283
Dimensioni 23,5 x 30,5 x 2,5 cm. Peso 1,74 kg.
Descrizione

A

l lettore va anzitutto chiarita la portata e il valore dell’epiteto «abbàside» che qualifica la presente trattazione della cultura arabo-musulmana al suo apogeo. Gli Abbasidi furono, come è noto, la seconda dinastia califfale, che sulla metà del nostro VIII secolo soppiantò con una cruenta rivoluzione gli Omàyyadi, a capo della comunità fondata il secolo innanzi da Maometto, e del vastissimo impero islamico a cui le conquiste arabe avevano in quel secolo condotto.

Le vicende di quella rivoluzione, e della dinastia abbàside da essa portata al potere per ben cinque secoli, sono delineate nel primo capitolo del libro: ma ciò che importa qui rilevare è che la civiltà e cultura relativa, vero oggetto della nostra trattazione, ha con la dinastia abbàside un nesso puramente simbolico e cronologico; giacché quei Califfi, anche nella loro prima e migliore età, non ne furono, salvo due o tre eccezioni, i diretti promotori, ma solo il vertice rappresentativo, e in certi periodi meramente nominale.

Se i nomi dei califfi al-Mansūr e soprattutto al-Ma’mūn brillano di luce propria nei fasti della scienza e cultura «abbàside», per tutti gli altri (compreso il favoloso Hārūn ar-Rashid) le vicende dinastiche e la histoire événenmenttelle del loro tempo hanno solo una indiretta e parziale incidenza sul superbo sviluppo economico, artistico, scientifico che la civiltà islamica conobbe sotto quei sovrani, e a cui restò in qualche modo legato il loro nome.

Si aggiunga il fatto che, proprio sotto i primi Abbasidi, l’immenso impero formatosi sotto gli Omàyyadi cominciò politicamente a sfaldarsi, specie verso Occidente: dapprima la Spagna e il Maghrib, poi ad Oriente le zone periferiche della conquista araba, come larghe parti della Persia stessa, si sottrassero alla diretta dipendenza dai Califfi, pur serbando spesso una nominale sudditanza, fino ai casi estremi della Spagna stessa e dell’Egitto, ove nel X secolo i dinasti locali rivendicarono contro gli Abbasidi il titolo e la dignità califfale.

Lo Stato abbaside vero e proprio, a partire da quel X secolo che segna per altri versi il culmine dalla civiltà islamica, comprese solo le regioni orientali dell’antico impero: l’Iraq come centro, e attorno ad esso la Siria, I’Armenia, la Persia, fin dove si estendeva la diretta autorità del Califfo di Baghdad: il resto, pur saldamente e progressivamente islamizzato, passò sotto il pratico controllo di dinastie locali.

La loro storia s’intreccia spesso con quella degli Abbasidi stessi, e talora incide in essa protondamente, come fu per gli iranici Buwayhidi del X secoloei turchi Selgiuchidi nell’XI-XII, che a Baghdad realizzarono col Califfo una specie di diarchia; ma l’unitario impero arabo dell’età omàyyade non era allora più che un ricordo. Tra un alternanza di effettiva autorità e mortificante esautoramento, di potere e impotenza, di parziali recuperi e quasi totali abdicazioni, la dinastia abbaside trascinò la sua sopravvivenza fino alla metà del XIII secolo (come accadde due secoli più tardi al basileus di Bisanzio), ed ebbe il colpo di grazia dai Mongoli nel 1258, tra la generale indifferenza del mondo musulmano.

Questa fu la lunga e tutto sommato squallida vicenda politica della «dinastia benedetta». Ma essa, specie ai suoi inizi, ebbe la sorte in qualche misura di promuovere, e poi sempre di rappresentare sotto il segno dell’Islàm, la grande avventura della civiltà orientale che da essa appunto prese il nome, ed è illustrata nei capitoli di questo libro. Tale avventura ebbe sì il suo centro propulsore nell’Iraq abbaside, fra l’VIII e il X secolo, ma si dilatò praticamente oltre i confini politici su delineati dell’impero califfale, abbracciando anche terre che di esso, sostanzialmente e talora anche formalmente, non facevano parte piu, pur serbando saldi caratteri comuni di tutta la diaspora arabo-musulmana: in primo luogo la fede religiosa e la lingua della sua rivelazione, e, come conseguenza di queste, una coscienza universalistica e unitaria, che permea tutto il corso della medievale civiltà musulmana.

Il grandioso sviluppo delle scienze (religiose e non), delle lettere e delle arti che caratterizzò la cultura stricto sensu abbaside del Vicino Oriente, si propagò da esso, scavalcando ogni politica frontiera, per tutta l’area dell’Islam, dall’Asia Centrale all’Atlantico, e culminò in quello che è stato detto «il Rinascimento» islamico, cioè l’età aurea di quella civiltà, vero oggetto e sfondo del presente libro.

 

Indice:

  • Francesco Gabrieli, Introduzione
  • Maria Giovanna Stasolla, Lineamenti storici
  • Renato Traini, La Letteratura
  • Carmela Baffioni, La Filosofia
  • Alessandro Bausani, Le Scienze
  • Bianca Maria Alfieri, L’Arte
  • Indice delle illustrazioni
Note bibliografiche

Prima Edizione Jaca Book del 1989 per la Collana Le Grandi Stagioni, di grande formato, a copertina rigida in tela muta blu scuro; rilegata a filo; stampata su carta semi-lucida di buona qualità e con ampie marginature al testo; dotata di sovracoperta protettiva lucida fotografica; corredata da fotografie e disegni in B/N e a colori anche a tutta pagina.

Stato di conservazione

Più che Ottimo [il volume non mostra danni strutturali, strappi, segni, mancanze o usure gravi che vadano evidenziate; legatura compatta e resistente; copertine rigide quasi intatte e con pochissimi segni del tempo; sovracoperta in ottimo stato, con minimi segni di vissuto ai bordi e lievi opacità da sfregamento ai piatti; coste poco impolverate; ingiallimento delle pagine molto ridotto o assente].

Informazioni aggiuntive

Peso 1.74 kg
Dimensioni 23.5 × 30.5 × 2.5 cm
Edizione

Luogo di pubblicazione

Milano

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