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Frank Close, L’enigma dell’infinito. Alla ricerca del vero Universo, Ed. Einaudi, 2013

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Frank Close ci presenta in tutti i suoi aspetti un’avventura culminata con la realizzazione della più grande macchina del mondo, il grande collisore di adroni del CERN di Ginevra…

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Descrizione

Edizione Einaudi, Torino, 2013 Collana
Traduzione
Saggi, #932
Giorgio P. Panini
N. Volumi 1 N. Pagine 506
Dimensioni 16 x 21,5 x 3,6 cm. Peso 0,64 kg.
Descrizione

N

ei calcoli matematici, essenziale impalcatura di ogni teoria fisica, non devono comparire infinità, cioè termini che tendono all’infinito. Lo spettro delle infinità si è a lungo aggirato nella fisica teorica del xx secolo perché l’interpretazione quantistica, integrata in quella relativistica, produceva per tutte le ipotesi teoriche una moltitudine di elementi in ogni calcolo che spesso tendeva a sfuggire di mano, portando a valori infiniti le somme dei contributi.

Ma la fisica si basa su misurazioni, esprimibili con numeri finiti. Soltanto un procedimento sistematico di valutazione dei contributi stessi può salvare la struttura di una teoria. Durante il secolo scorso, i più importanti fisici teorici si sono impegnati a «rinormalizzare» le diverse interazioni (le forze che agiscono nel mondo materiale) superando le difficoltà che si presentavano con nuove proposte più convincenti, subito convalidate da verifiche sperimentali.

Frank Close ci presenta in tutti i suoi aspetti – scientifici, politici ed economici – questa lunga avventura, che è culminata con la realizzazione della più grande e più costosa macchina del mondo, il grande collisore di adroni, l’LHC del CERN di Ginevra, in grado di simulare i primi istanti dell’ universo successivi al Big Bang. E proprio gli esperimenti condotti con questo enorme apparato sotterraneo hanno consentito di verificare la proposta di un nuovo e coerente quadro del mondo materiale.

La presenza delle «cose» si spiega se, oltre ai campi gravitazionale ed elettromagnetico, esiste anche un altro influsso, quello del campo di Higgs e se la caratteristica che indichiamo con il termine «massa» è dovuta all’interagire delle particelle fondamentali con tale campo, a sua volta prodotto da una specifica particella, il bosone di Higgs.

Per i fisici delle particelle e per tutti coloro che sono curiosi di saperne di più sulla possibile origine del nostro universo, la scoperta, il 4 luglio 2012, del bosone di Higgs segna la fine dell’inizio, non l’inizio della fine.

 

«È un piacere leggere un libro che tratta dei piú recenti progressi nella nostra comprensione della struttura della materia scritto da un autore che non è soltanto competente sull’ argomento, ma si impegna anche a indagare sulle diverse, e spesso conflittuali, versioni del modo in cui questi progressi si sono compiuti».

[Peter Higgs]

Note bibliografiche

Pubblicazione del 2013, a copertina rigida in tela arancione, con titoli in nero al dorso, dotata di sovracoperta lucida fotografica a colori, rilegata a filo.

Esaurito e fuori Catalogo.

Stato di conservazione

Ottimo [il volume non mostra danni strutturali, strappi, segni, mancanze o usure gravi che vadano evidenziate; legatura compatta e robusta; copertine rigide pressoché intatte; sovracoperta in ottimo stato, con minimi segni di vissuto ai bordi e alcune opacità/consunzioni leggere da sfregamento ai piatti; coste poco impolverate]

Informazioni aggiuntive

Peso 0.64 kg
Dimensioni 16 × 21.5 × 3.6 cm
Edizione

Luogo di pubblicazione

Torino

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,

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