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Francesco Domenico Guerrazzi, Beatrice Cènci, storia del secolo XVI, Tip. Vannucchi, 1854

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Un grande classico della “letteratura rivoluzionaria” risorgimentale di Francesco Domenico Guerrazzi: «Beatrice Cènci», in una delle sue prime edizioni (1854).

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Descrizione

Edizione e Anno Tip. Vannucchi, Pisa, 1854
N. Volumi 1 N. Pagine 606
Dimensioni 15,7 x 23,3 x 3,3 cm. Peso (senza imballo) 0,83 kg.
Descrizione

Beatrice Cenci (Roma, 1577-1599) fu una giovane nobildonna romana giustiziata per parricidio e poi assurta al ruolo di eroina popolare. Figlia del conte Francesco Cenci, uomo violento e dissoluto, e di Ersilia Santacroce, dopo la morte della madre fu affidata a sette anni, nel giugno del 1584, insieme alla sorella maggiore Antonina, alle monache francescane del Monastero di Santa Croce a Montecitorio.

Ritornata in famiglia all’età di quindici anni, vi trovò un ambiente quanto mai difficile e fu costretta a subire le angherie e le insidie del padre che, poco dopo, nel 1593, sposò, in seconde nozze, la vedova Lucrezia Petroni, dalla quale non ebbe figli.

Ogni anno, nell’anniversario della morte della giovane, per volontà del principe Cenci Bolognetti, discendente della famiglia Cenci, viene celebrata una messa nella chiesa di Gesù e Maria in via del Corso a Roma.

Nella notte dell’anniversario dell’esecuzione, l’11 settembre, è invalsa la credenza di vedere la figura di Beatrice, che tiene in mano la testa recisa, aleggiare sul luogo in cui fu decapitata.

 

Francesco Domenico Guerrazzi (Livorno, 1804 – Cecina, 1873) è stato un politico e scrittore italiano. Fu un intellettuale organico della media borghesia produttiva e democratica del primo Ottocento di cui, muovendo dal particolare angolo visuale dell’ambiente livornese, interpretò le esigenze e le aspirazioni nel campo politico–economico come in quello culturale.

Svolse l’attività di politico e scrittore nel movimento risorgimentale. Fu deputato al Parlamento del Regno d’Italia e fece parte della Massoneria.

Il livornese riteneva che solo mediante soluzioni radicali, come le rivoluzioni, si può assistere ad una vera e profonda trasformazione della situazione politica e sociale dell’Italia per gettare nuove basi per una società più libera e più giusta: la rivoluzione non è un demone, bensì una necessità, in quanto è il metodo più rapido e sicuro che, operando la distruzione e la trasformazione del presente, implica per necessità miglioramento avvenire; soltanto chi, per viltà di animo o per egoismo di interessi privati, ha paura delle conseguenze sconvolgitrici che un moto rivoluzionario determina nella conformazione politica e nella struttura sociale di uno stato, può negare la necessità del ricorso alla lotta violenta e alla guerra civile come condizione ineliminabile di rinnovamento e di sviluppo.

Secondo Guerrazzi è necessario, quindi, che la guida del moto rivoluzionario e il compito di ristrutturare su nuove basi la società quando essa sarà uscita dal periodo dei disordini siano presi dalla classe borghese-democratica, perché la borghesia è l’unica ad avere i mezzi e le capacità per operare in modo ordinato il rinnovamento.

Note bibliografiche

Edizione della pisana Tipografia Vannucchi del 1854, a copertina rigida in mezza pelle marrone al dorso e decorazione marmorizzata ai piatti; titoli e fregi in oro al dorso; rilegata a filo; pagine stampate su carta sottile di buona qualità, con ampia marginatura alle pagine.

Stato di conservazione

Più che Accettabile (e degno di restauro) [copertine rigide complete ma compromesse in più punti da logorii esterni ed abrasioni (riprese esteticamente ove possibile con pennarello correttivo marrone scuro), con spigoli alquanto consunti, piatti scheggiati e dorso con piccoli fori (che non arrivano mai, tuttavia, a danneggiare le pagine); legatura ammorbidita dalla consultazione ma funzionale e resistente (gli snodi tra i piatti ed il dorso sono alquanto cedevoli e forse in un futuro andranno riprese); pagine un po’ ingiallite ma ampiamente nella norma per l’età ed il materiale, con fioriture leggere e non deturpanti; coste un po’ imbrunite ma ben tenute; qualche marcatura a matita a margine di paragrafo, facilmente cancellabile].

Informazioni aggiuntive

Peso 0.83 kg
Dimensioni 15.7 × 23.3 × 3.3 cm
Autore/i

Francesco Domenico Guerrazzi [1804-1873]

Luogo di pubblicazione

Pisa

Anno di pubblicazione

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Genere

Soggetto

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