Enzo Gualazzi, Vita di Raffaello da Urbino, Ed. Rusconi, 1984

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Pochi artisti della grandezza di Raffaello hanno scritto di sé meno di lui durante la propria vita: da parte sua, nessun diario, nessuna raccolta di lettere, nessun genere di ricordi…

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Descrizione

Edizione e Anno Rusconi, Milano, 1984
Collana Le vite Illustrazioni Fotografie in B/N e a colori
N. Volumi 1 N. Pagine 303
Dimensioni 14 x 21,8 x 3,3 cm. Peso (senza imballo) 0,70 kg.
Descrizione

N

on è mai stato facile comporre una biografa di Raffaello. Pochi artisti della sua grandezza hanno praticato il narcisismo meno di lui. Pochi hanno parlato o scritto o fatto scrivere di sé meno di lui durante la propria vita. Da parte sua, nessun diario, nessuna raccolta di lettere, nessun genere di ricordi. Di Raffaello rimangono cinque o sei lettere, non tutte sicuramente autentiche, e cinque poesie d’amore. Nient’altro, al di fuori della sua immensa opera artistica.

Sul piano biografico, le conseguenze di questa eredità così povera di parole e così immensa di opere sono subito avvertibili nella «vita» che Giorgio Vasari scrisse di lui verso la metà del Cinquecento: essa rappresenta in gran parte la pura descrizione dell’opera di Raffaello. Le notizie sulla sua vita vi sono scarse e confuse. Questa sproporzione tra «prodotto» e «vissuto» ha condizionato poi tutta la letteratura cresciuta intorno all’artista, anche oggi che la visualizzazione dell’opera è venuta a sostituirne la descrizione.

Enzo Gualazzi è riuscito ad attenuare notevolmente tale squilibrio ricorrendo a un fitto discorso, storico e insieme congetturale, in cui quando si perdono le tracce dirette del protagonista, subentra qualcosa come un tenace pedinamento dei personaggi che si muovono intorno a lui sul piano storico e biografico, senza che mai l’attenzione si distolga da lui. Questo metodo di ricerca presenta risultati abbastanza sorprendenti: per esempio la rivelazione del mistero che ha avvolto fino a oggi l’identità della giovane donna ritratta da Raffaello nella «Muta».

A questo risultato porta una sottile indagine, documentale e psicologica, sui personaggi che vivevano nel Palazzo ducale di Urbino al tempo in cui Raffaello dipingeva per la famiglia dei Montefeltro. Questa è senza dubbio una novità, ma non è la sola del libro né d’altra parte è a questo tipo di novità che le pagine di Gualazzi devono la qualità loro più notevole. Se questo libro risulta nuovo e coinvolgente, lo si deve in gran parte alla capacità dello scrittore-critico di far coincidere il gusto della narrazione con quello della ricerca, in un discorso sempre caratterizzato da un alto grado di leggibilità, anche quando per necessità di cose esso divenga tecnico.

«Ben vengano dunque i nuovi studi su Raffaello…» scriveva Roberto Longhi nella premessa a un suo famoso saggio, ammonendo subito dopo: « … ma con altro metro.». Si direbbe che quelle sue lontane parole non siano rimaste senza eco

Note bibliografiche

Prima Edizione del 1984 della celebre Collana Le Vite, a copertina rigida in tela rossa, con titoli in nero al dorso; rilegata a filo; stampata su carta opaca di buona grammatura, con ampie marginature alle pagine; dotata di sovracoperta protettiva lucida fotografica a colori; corredata da fotografie in B/N e a colori f.t.

Stato di conservazione

Più che Ottimo [a livello strutturale non si notano danni, scritte, segni, strappi o usure gravi che vadano evidenziate; legatura snodata e resistente; copertine rigide pressoché intatte; sovracoperta in ottimo stato, con minimi segni di vissuto ai bordi e leggere opacità da sfregamento ai piatti; coste poco impolverate; ingiallimento delle pagine molto ridotto, e nella norma per l’età e il materiale; firma di appartenenza con dedica alla prima pagina neutra].

Informazioni aggiuntive

Peso 0.70 kg
Dimensioni 14 × 21.8 × 3.3 cm
Edizione

Luogo di pubblicazione

Milano

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Caratteristiche particolari

Illustrazioni

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