BookStore - Cultura popolare nell’Emilia Romagna. Espressioni sociali e luoghi d’incontro, Ed. Silvana, 1978

Cultura popolare nell’Emilia Romagna. Espressioni sociali e luoghi d’incontro, Ed. Silvana, 1978

37,00 i.i.

Secondo volume autoconclusivo di una serie di 6 che si pone l’obbiettivo di illustrare la storia e l’evoluzione culturale e sociale in Emilia Romagna, soffermandosi in particolar modo sugli aspetti antropologici e della cultura popolare.

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Descrizione

Edizione Silvana Editoriale, Milano, 1978 Collana Cultura popolare nell’Emilia Romagna
Progetto grafico Mariacristina e Francesco Frigerio Illustrazioni Fotografie e disegni in B/N e a colori
N. Volumi 1 N. Pagine 237
Dimensioni 26 x 33 x 3,3 cm. Peso 2,38 kg.
Descrizione

L’

apparizione del primo volume di questa collana sulla Cultura popolare in Emilia-Romagna ha riscosso un consenso di insospettata ampiezza, testimoniato esplicitamente da ambienti intellettuali in Italia e all’estero. Il presente volume, secondo della Collana, con i suoi otto studi, completa l’area basilare di quella che chiamiamo «cultura di campo»: la prima, in senso temporale e in senso logico, della presenza dell’uomo sul territorio. Gli usi, gli insediamenti, i codici espressivi, i fatti ciclici, gli accadimenti dei luoghi d’incontro, sono espressioni di un tipo di vita radicato nella vicenda agricola, umana ed economica, che ha conosciuto abilità e altezze degne dei grandi passaggi della storia.

Come solo esempio penso che la profonda conoscenza, da parte dei pastori, di autori come il Boiardo, l’Ariosto, il Tasso – testimoniata in questo stesso volume – ci colpisce ancora intensamente; ma più ci obblighi a meditare il fatto che, dall’antico parlare poetico dei pastori del nostro Appennino, Dante e i cantori epici abbiano tratto il nerbo e le cadenze delle terzine e delle stanze baciate. Ci troviamo di fronte ad un sostrato remoto, dunque, di realtà popolare che alimenta nei secoli i fenomeni massimi della cultura: nella lingua, nell’architettura, nella religione, nella trasmissione sapienziale, nei costumi.

Devo dire che in questi saggi la ricerca si è fatta più profonda, a volte molto difficile, sempre vicina ad arcaicità remote ed inquietanti. Gli autori ne sono stati impegnati al limite possibile dell’indagine. Si compone così un libro più severo del primo. Offre documenti nuovi e sconosciuti, di interesse decisivo per la storia etnografica; e fornisce strumenti primari per la conoscenza regionale, come la «carta dei mercati», sinora mai apparsa, e come il «quadro» della religiosità popolare, del tutto nuovo per l’area italiana.

Ma in parte lavora necessariamente con un materiale visivo relittuale, fortuito, mortificato dal tempo; il lettore coglierà in talune fotografie il divario tra l’eccezionalità della testimonianza e la povertà tecnica dell’immagine. Era un prezzo da pagare in ogni modo, che non ha fermato la volontà della Federazione, ma che – anzi – ha consentito di portare alla luce prove insospettate della vita popolare. Per un altro aspetto, come ad esempio per i canti e i balli, il corredo visuale si dimostrava irrecuperabile, se mai v’era stato; allora la ricostruzione moderna, con l’aiuto degli ultimi depositari, si è dimostrata indispensabile, ancorché meno attraente.

Nulla è stato così tralasciato per illuminare a fondo l’area più adombrata della storia etnica delle nostre terre. Dopo questa impostazione sistematica, ottenuta con un ampio lavoro di pensiero rivolto alla «civiltà contadina», sentiamo invitante e logico il passaggio all’esplorazione della «cultura di borgo». Già alcuni sprazzi sono stati gettati su di essa dai capitoli sin qui pubblicati, e già ne abbiamo colto prospettive di impensata scoperta: uno specchio affascinante sul quale affacciarsi attraverso la fondamentale mediazione conoscitiva dei mestieri delle varie aree.

In verita in questa regione, complessa come un continente, i mestieri sono gli autentici segnali distintivi della realtà sociale e culturale. Da quelli sui luoghi naturali ci porteremo successivamente a quelli delle botteghe artigiane, ultimo gradino delle «virtù» popolari. E non dimenticheremo il mare! Il mare, polmone d’infinito, di vita, di lavoro, di storia della nostra civiltà, della nostra Romagna e del basso Ferrarese.

 

Indice:

  • Aspetti artistici e culturali dell’architettura rurale, di Marina Foschi e Sergio Venturi
  • Il campo, il fuoco, la tavola, di Piero Camporesi
  • Il mercato nella vita contadina, di Gina Fasoli
  • Le sagre, di Enrico Dall’Olio
  • La religiosità popolare, di Alberto Vecchi
  • Lunari, strenne, fogli volanti, di Franco Bisi
  • Canti e musiche popolari, di Stefano Cammelli
  • Il teatro popolare, di Remo Melloni
Note bibliografiche

Edizione di strenna bancaria del 1978 pubblicata da Silvana Editoriale per conto della Federazione delle Casse di Risparmio e delle Banche del Monte dell’Emilia e Romagna, a copertina rigida in tela verde-oliva con titolazioni in bianco al piatto e al dorso; dotata di sovracoperta lucida fotografica; rilegata a filo e di grande formato; ricca di un notevole repertorio fotografico in B/N e a colori; stampata su carta semilucida di buona qualità e grammatura.

Stato di conservazione

Come Nuovo [il volume non mostra danni strutturali, strappi, segni, mancanze o usure gravi che vadano evidenziate; legatura compatta e robusta; copertine rigide quasi intatte; sovracoperta in ottimo stato, con minimi segni di vissuto ai bordi e poche opacità da sfregamento ai piatti; coste abbastanza luminose; ingiallimento delle pagine ridottissimo o assente].

Informazioni aggiuntive

Peso 2.38 kg
Dimensioni 26 × 33 × 3.3 cm
Edizione

Luogo di pubblicazione

Milano

Anno di pubblicazione

Caratteristiche particolari

Illustrazioni

Formato

Genere

Soggetto

,

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