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Giulio Cesare Sansoni (1837-1885) appaltatore dell’Esattoria comunale, era un assiduo frequentatore dei salotti letterari fiorentini e vi conobbe numerosi giovani autori e studiosi. Attirato dal mondo dell’editoria, con a disposizione alcuni capitali, insieme all’amico tipografo Giovanni Carnesecchi, si offrì di pubblicare un’opera educativa di Guido Falorsi, Guardare e pensare, studi dal vero, libro di lettura e di premio.

È il 1873 e la pubblicazione uscì con la semplice responsabilità “a spese di alcuni amici”, come un successivo libretto. Nel 1874 comparirà il marchio editoriale “G.C. Sansoni Editore” destinato a diventare famoso.

Giulio Cesare Sansoni avviò l’attività con la chiara intenzione di inseririsi nel mercato dell’editoria scolastica e al contempo svolge un lavoro di ricerca e presentazione della cultura italiana con finalità quasi istituzionali. La casa editrice Sansoni iniziò l’attività editoriale in anni difficili per il mondo della stampa e dell’editoria fiorentina, attingendo al grande serbatoio degli Istituti culturali cittadini che si erano rinnovati e attrezzati per svolgere un ruolo di guida culturale nazionale.

Sansoni pubblicò i lavori epressione della cultura fiorentina dell’Istituto di studi superiori e di perfezionamento, degli archivisti e dei bibliotecari delle istituzioni statali e delle antiche Accademie a partire dalla Crusca.

Tra gli autori e i curatori, con i quali Giulio Cesare Sansoni ebbe un rapporto intellettuale e allo stesso tempo amichevole, assunse una figura di rilievo il professore Arturo Bartoli (docente di letteratura italiana all’Istituto di Studi Superiori, esponente della scuola storica di positivismo filologico) al quale si deve la ricostruzione storica filogica di numerosi testi della letteratura italiana delle origini e dei grandi secoli e saggi approfonditi. I suoi studi e il lavori dei numerosi allievi riforniscono le collane editoriali Sansoni.  Ricordiamo anche Cesare Guasti, linguista dell’Accademia della Crusca e Gaetano Milanesi, archivista, che curò le Vite di Vasari nel 1876, il primo grande successo editoriale per la cui realizzazione il tipografo Carnesecchi aveva acquistato una modernissima macchina da stampa Koenig & Bauer.

Passano dieci anni: l’attività era già ben avviata, ma Giulio Cesare Sansoni ebbe seri problemi nella gestione dell’Esattoria comunale e fu costretto a lasciare la città per le polemiche che lo circondano. Nel 1883 si trasferì a Roma dove aprì una libreria e continuò a seguire l’attività editoriale affidata all’amico e parente Guido Biagi. Due anni, dopo nel 1885, Giulio Cesare Sansoni morì prematuramente lasciando la vedova Albertina Piroli e il figlio Antonio di appena un anno.

Albertina Piroli si affidò al cognato Guido Biagi (1855-1925), bibliotecario della Marucelliana, fondatore della Rivista delle biblioteche, conferenziere e divulgatore di studi, dalle vaste conoscenze e amicizie con studiosi e letterati, a Giorgio Ceccherini per l’amministrazione e a Cesare Casalini per la stampa.

Giudo Biagi prosegì l’attività ed aprì nuove collane; nel 1887 la Collezione di classici greci ad uso delle scuole, diretta da Girolamo Vitelli e Pietro Cavazza, nel 1889 la Biblioteca scolastica di classici italiani secondo i programmi ufficiali diretta da Giosuè Carducci, di grande diffusione e successo. L’anno successivo iniziò le edizioni scientifiche con i manuali di Zoologia di Guelfo Cavagna e Botanica di Poli e Tafani, e infine aprì la Biblioteca critica della letteratura italiana  con il prof. Francesco Torracca, che pubblicò anche un fortunato Manuale di letteratura italiana.

Nel 1901 prese l’avvio la collana  Biblioteca storica del Rinascimento diretta da prof. Paolo Luiso a cui succedette nella seconda metà del novecento Eugenio Garin.

La Sansoni si presentò nel ‘900 con solido impianto, la cultura bibliografica unita al positivismo classificatorio aveva portato alla ploriferazione delle collane nelle quali vengono presentate razionalmente le opere sui diversi temi e le diverse tipologie di lettori.

Il giovane Antonio Sansoni entrò nella gestione della casa editrice nel secondo decennio del novecento, sotto la guida dello zio Guido Biagi, ma perse la vita nella  prima guerra mondiale. La casa editrice passò in eredità ai cugini Ugo e Guido Zaccherelli.

Durante la Seconda Guerra Mondiale, il sostegno del regime si concretizzò con la commissione delle Edizioni Nazionali di Manzoni, Petrarca, Tommaseo e nelle pubblicazioni dell’Istituto nazionale fascista di cultura. Fondamentali furono i contributi che l’azienda diede nel campo storico e filosofico con l’avvio di numerose collane come la Biblioteca storica Sansoni diretta da Federico Chabod, la Biblioteca italiana e la Civiltà europea per la quale uscirono la Storia della letteratura inglese di Mario Praz e la Storia del Medioevo di G. Volpe, mentre Federico Gentile diresse una innovativa collana di  Letteratura contemporanea.

La storia della Sansoni continuò nel secondo dopoguerra con la prosecuzione e il rinnovamento dell’ampia l’offerta culturale, le collane vennero ampliate fino a raggiungere il numero di 28 e  iniziò una proficua attività nel settore enciclopedico. Negli anni ’60 la fedeltà della linea editoriale all’editoria di cultura non fu rinnovata da contatti e apporti  nuovi con gli studiosi emergenti che si rivolgevano così ad altre case editrici e con l’apertura a tematiche di attualità che rappresentavano ora la maggior produzione saggistica.

Dalla fine degli anni settanta la casa editrice entrò in una crisi irrimediabile che condusse, nonostante gli sforzi, al regime di amministrazione controllata con sentenza del Tribunale di Firenze del 28 giugno 1976 e alla liquidazione l’anno successivo.

La famiglia Gentile proseguì l’attività editoriale-libraria con la casa editrice Le Lettere e la commissionaria libraria LiCoSa.

Il marchio venne venduto e acquisito dal Gruppo editoriale RCS che la trasformò nel decennio successivo in due branche separate inserite nella Società RCS Libri: la “Sansoni” con sede a Milano  integrata nella divisione Università e professioni e la “Sansoni per la scuola” con sede a Scandicci – Firenze (ospitata nel palazzo della Nuova Italia Editrice) inserita nel settore RCS Scuola.

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