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La Meltemi nasce a Roma nel 1994, pubblicando il primo libro già nel settembre dello stesso anno, per iniziativa di Luisa Capelli e Marco Della Lena.

I due fondatori, provenienti da esperienze diverse nell’editoria, decisero di dar vita a una casa editrice che desse la parola a una saggistica di qualità emergendo dal “silenzio” che, dopo la caduta del Muro di Berlino, sembrava essere sceso nelle scienze umane e sociali.

I primi libri costituirono dei “testi/sonda” nel mercato editoriale italiano, poi, nel gennaio del ’96, la casa editrice entrò nella promozione e distribuzione nazionale. Con il volume Scrivere le culture (1997), curato dagli antropologi James Clifford e George E. Marcus, la Meltemi compì un salto di qualità rendendo riconoscibile il suo percorso culturale.

Il meltemi è un vento del Mediterraneo ben conosciuto dai naviganti che percorrono le rotte dell’Egeo. La scelta di chiamare la casa editrice con questo nome simboleggia la volontà programmatica dei fondatori di pubblicare libri che guidino e orientino i “naviganti del pensiero”.

Il logo rappresenta la Melusina, la sirena a due code protagonista di un racconto mitico francese. La Melusina simboleggia l’incontro e il confronto, i conflitti e l’amore che stanno alla base di tutte le pubblicazioni della casa editrice.

La Meltemi vuole favorire l’incrocio tra la ricerca di alto profilo e le domande che donne e uomini si pongono di fronte al volto spesso incomprensibile della modernità. Programmaticamente essa vuole infrangere il muro fra “cultura bassa” e “cultura alta” e dare spazio a considerazioni meditate e insieme accessibili su questioni che riguardano la vita di tutti: la guerra, ma anche il piercing; la dissoluzione degli stati-nazione e i rave; la globalizzazione e la cronaca nera.

La casa editrice ha svolto un ruolo di traino nel panorama italiano con la pubblicazione di testi che sperimentano percorsi disciplinari innovativi. Si pone come editore di punta di importanti traduzioni saggistiche, come quelle dei testi di Edgar Morin, di Gayatri Spivak, di Marc Augé, di Judith Butler, di Homi K. Bhabha, Jean-Loup Amselle, Arjun Appadurai, Peter Sloterdijk e Slavoj Žižek.

Comunque attenta a valorizzare gli spunti e le riflessioni più originali del pensiero scientifico italiano, ha pubblicato tra le altre le opere di Alberto Abruzzese, Paolo Fabbri, Telmo Pievani, Marco Senaldi, Massimo Canevacci, Mario Gerosa, e l’intera opera di Gianni Vattimo.

Dalla sua fondazione fino ai primi anni del 2000, la Meltemi ha pubblicato collane tematiche, tra le quali: quella antropologica Gli Argonauti, diretta da Luigi Lombardi Satriani; quella mediologica Nautilus, diretta da Alberto Abruzzese; quella semiotica Semiosfera, diretta da Gian Paolo Caprettini e Guido Ferraro; quella mito-semiologica Segnature, diretta da Paolo Fabbri e Gianfranco Marrone; quella urbanistica Babele, diretta da Rosario Pavia e Mosé Ricci, attiva ancor oggi.

Dai primi anni del 2000, la Meltemi ha suddiviso la sua produzione in collane editoriali e non più disciplinari, fatta esclusa Babele. Melusine, la prima a partire nel 2002, raccoglie saggi che intervengono sui punti più vivi di torsione del sapere; Universale propone, o ripropone in nuove edizioni, monografie, saggi e biografie; Meltemi.edu è l’erede della vecchia collana Ricerche e rappresenta la “cassetta degli attrezzi” per chi studia e insegna; Meltemi Express comprende dei testi “ad hoc” che accompagnano la struttura modulare dell’insegnamento universitario di base; Biblioteca raccoglie i classici della contemporaneità. In Biblioteca è in corso la pubblicazione delle Opere complete di Gianni Vattimo. Il catalogo conta a fine 2008 circa 750 titoli, distribuiti per lo più nelle collane maggiori.

Fanno capo alla Meltemi diverse riviste scientifiche di qualità: Ágalma (fino al 2007), diretta da Mario Perniola e Giuseppe PatellaAntropologia, diretta da Ugo Fabietti; Athanor, diretta da Augusto Ponzio; Avatar, diretta da Massimo Canevacci; Corégraphie, diretta da Flavia Pappacena e Nadia Scafidi; Gomorra, diretta da Massimo Ilardi; Parol, diretta da Luciano Nanni; Quaderno di comunicazione, diretta da Angelo Semeraro.

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