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Hoepli

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La casa editrice Hoepli fu fondata nel 1870 da Ulrico Hoepli (1847-1935). L’attività editoriale si è sviluppata fin dall’origine con particolare attenzione al settore tecnico e scientifico. Attualmente opera nell’area della manualistica, dell’editoria scolastica, universitaria e professionale, dell’informatica, dei codici giuridici e dei dizionari.

Ulrico Hoepli nacque nel 1847 da una famiglia contadina nel piccolo villaggio di Tuttwil (frazione del comune di Wängi), nel Canton Turgovia, in Svizzera. Emigrò a 15 anni, andando a lavorare prima a Zurigo, come garzone presso la libreria Schabelitz, e poi, successivamente, a Magonza, Trieste, Breslavia e il Cairo, dove fu incaricato dal kedivè d’Egitto di riordinare un fondo bibliotecario.

Nel 1870 rilevò per corrispondenza la piccola libreria di Theodor Laengner a Milano, nella Galleria De Cristoforis, presso il Duomo, e si trasferì nel capoluogo lombardo. La libreria divenne rapidamente un punto di riferimento della borghesia colta milanese, che vi poteva trovare sia preziosi libri di antiquariato sia testi, in particolare scientifici e tecnici, in tutte le principali lingue europee.

Sin dal 1871 Ulrico Hoepli affiancò all’attività libraria quella editoriale, con la nascita della casa editrice Hoepli, che iniziò con la pubblicazione di una piccola grammatica francese, I primi elementi di lingua francese di G. S. Martin.

Legatosi agli ambienti dell’Istituto Tecnico Superiore (che sarebbe diventato il Politecnico di Milano) e delle altre istituzioni scientifiche milanesi, come l’Osservatorio astronomico di Brera, il libraio-editore concepì un’importante operazione culturale: quella di rimediare alla povertà dell’editoria scientifico-tecnica italiana, creando una collana di testi agili, destinati ai quadri tecnici dei quali lo sviluppo economico faceva intravedere un crescente bisogno.

Mancando nella lingua italiana un termine per indicare il tipo di libri che intendeva pubblicare, Hoepli coniò quello di “manuale’’, traducendo così la parola inglese handbook. La collana dei manuali Hoepli iniziò nel 1875 con il Manuale del tintore di R. Lepetit e il suo titolo più famoso fu il Manuale dell’ingegnere di Giuseppe Colombo, uno dei principali protagonisti dell’industrializzazione lombarda, legato a Hoepli da profonda amicizia.

Nella collana, che avrebbe contenuto più di duemila titoli, i contenuti tecnici erano centrali ma non esclusivi: attorno ad essi era organizzato ogni campo del sapere, dalla storia della letteratura bizantina allo studio delle malattie mentali.

Oltre ai manuali la casa editrice pubblicò anche opere di pregio, come la riproduzione del Codice Atlantico di Leonardo da Vinci o la monumentale Storia dell’Arte Italiana.

Ulrico Hoepli contribuì allo sviluppo culturale anche con il suo mecenatismo, in particolare nel 1921 fondando la “Biblioteca Popolare Ulrico Hoepli” e nel 1930 donando alla città di Milano il planetario che ora porta il suo nome. Per la Svizzera creò la “Fondazione Ulrico Hoepli” il cui fine statutario è quello di “sostenere le istituzioni e iniziative di pubblica utilità o che si adoperino per promuovere le scienze e le arti in Svizzera”.

Morì nel 1965 in Milano: gli successe il figlio Giovanni Enrico (Milano, 1913–2006) che iniziò a lavorare nell’azienda di famiglia già dal 1940.

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