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Giovanni Tranchida

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Fin dalla fondazione, che avviene a Milano nel 1983, la casa editrice si dedica al recupero di classici che, per motivi diversi, erano stati censurati o semplicemente ignorati dalla critica. Romanzi brevi o racconti di autori di successo, mai tradotti in Italia, vengono per la prima volta proposti al pubblico. Tra questi spiccano nomi quali: John Milton, Emile Zola, Valerij Brujusov, Henry James, Oskar Panizza, Nikolaj Karamazin, Marie von Ebner-Eschenbach, Joris Karl Huysmans, Mary Elisabeth Braddon, Arthur Conan Doyle, Marcel Proust, Gustave Flaubert, Henry Lawson e Arthur Machen.

Parallelamente un’attenzione particolare è dedicata al presente, alla ricerca di quelle voci che esprimono il meglio della letteratura contemporanea, e alla divulgazione delle opere di autori apparentemente lontani dal modo e dal pensiero dominanti, ubicati “alla periferia della cultura occidentale”, come afferma l’editore stesso. Punte di diamante della casa editrice sono Yashar Kemal, indiscusso sciamano della letteratura turca e cantore delle terre del Tauro, e William McIlvanney, scrittore scozzese considerato tra i grandi della letteratura moderna, che partendo da avvincenti intrecci di carattere giallo-poliziesco indaga gli oscuri recessi dell’animo umano.

Tuttavia gli scrittori degni di nota sono moltissimi: rimanendo sempre nell’ambito della letteratura scozzese George Mackay Brown, originario delle Orcadi; Yusuf Yeshilöz, scrittore kurdo costretto a fuggire a causa del proprio impegno per il suo popolo; Ibrahim Souss, i cui romanzi sono ambientati nei difficili anni che vedono il costituirsi dello stato di Israele e la diaspora palestinese; il tibetano Tashi Dawa che dà voce al contrasto tra una cultura millenaria e la disgregazione conseguente all’avanzamento della cosiddetta civiltà; gli scenari giapponesi di Lafcadio Hearn; la Siberia incontaminata e i suoi abitanti cucki di Jurij Rytcheu; i silenzi delle cliniche e le urla soffocate dei bambini rappresentati dall’americano Howard Buten; il colombiano Rogelio Iriarte, scrittore di genere noir; i baschi Joseba Sarrionandia e Edorta Jimenez; il più importante esponente della letteratura delle Canarie, Rafael Arozarena; l’australiana Gail Jones e infine Rajiva Wijesinha, originario dello Sri Lanka, che affronta il tema del cambiamento della società singalese.

Un posto di rilievo è assegnato alla letteratura irlandese, che vanta una rosa di nomi importanti (Seumas O’Kelly, George Moore, Frank O’Connor e Liam O’Flaherty per citarne alcuni), e al mondo femminile, rappresentato da figure di rilievo quali la scrittrice iraniana Shahrnush Parsipur, le cui opere sono state messe al bando; la canadese Joan Barfoot, che analizza la condizione socio-psicologica delle donne; e la delicata scrittrice kurda, poetica e malinconica, Suzan Samanci.

Infine nemmeno la saggistica viene trascurata, passando dalla psicologia alla filosofia, all’architettura, alla critica letteraria e alla storia contemporanea, con una particolare attenzione per quei testi che per il loro contenuto sono collocabili in una posizione di transito tra le diverse discipline.

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