Scripta Manent

Questa sezione accorpa gli articoli di discussione in materia Letteraria e, più in generale, le opere scritte dell’Uomo. Pertanto le sottosezioni dedicate alle principali Letterature dei vari Paesi sono affiancate da quelle che includono Critica ai testi e la Saggistica di stampo umanistico in genere. 

Nella lista qui sotto, potete cliccare la subcategoria che meglio inquadra i Vostri interessi.

Gardenio Granata, Parodia del sacro e polemica anticlericale nell’Inferno [Inf. VII, XIX, XXIII]

«Pape Satàn, pape Satàn aleppe!» [Inf. VII, 1] Il paradigma sacro sotteso al poema dantesco informa di sé tanto il viaggio del pellegrino quanto la narrazione dell’auctor, prevalentemente nelle ultime due cantiche. Non bisogna tuttavia dimenticare che anche l’Inferno appartiene a quell’architettura dell’Oltretomba che la Trinità stessa ha ordinato, come d’altra parte già chiarisce l’iscrizione che Dante e Virgilio leggono sulla porta del primo regno. (altro…)

Gardenio Granata, Dante tra Ulisse e Adamo: alle frontiere del proibito [Inf. XXVI – Par. XXVI]

La Sacra Scrittura (Eccl. XXIV, 1, 5) aveva lodato il desiderio di conoscenza: Nel Vangelo di Matteo [19, 29] Cristo così dice: «Et omnis, qui reliquerit domum vel fratres aut sororem aut patrem aut matrem aut uxorem aut filios aut agros propter nomen meum, centuplum accipiet et vitam aeternam possidebit». Secondo alcuni studiosi i due passi relativizzerebbero l’eventuale rilevanza “penale” del gesto di Ulisse, lasciando in ombra quel fondamentale “propter nomen meum” colto in tutta la sua dirompente “alterità”...

Gardenio Granata, Il fascino pericoloso dell’antica strega [Purg. XIX]

Siamo davanti ad una figura incentrata sull’enigmatica sospensione interiore di un sogno repellente! L’esperienza onirica dell’agens, nella quale assume una dimensione drammatica la suadente attrazione del peccato - “la femmina balba-serena” - smascherata nella sua turpe oscenità dall’intervento della “donna santa”. (altro…)

Gardenio Granata, Cesare Pavese. Dialogare con Leucò: il mito greco fra noia e disastro della vita

Pavese era un inconsolabile al pari di Orfeo, un uomo e poeta disperato che non era riuscito ad esprimersi negli affetti e anche dopo che era arrivato finalmente il successo letterario si era sempre sentito un escluso dal mondo degli altri. Come scrive nel “Mestiere di vivere”, il suo Diario tra il 1935 e 1950 pubblicato postumo, la letteratura per lui rappresentava una fuga e “una difesa contro le offese della vita”. (altro…)

Gardenio Granata, Pirandello anticipatore del nostro “male di vivere”

Quando Pirandello decise di dare un titolo alla sua produzione teatrale gli venne in mente Seneca (era tra le sue letture preferite) e finì col chiamarlo ossimoricamente Maschere nude… a voler indicare una serie di esseri umani “disaiutati”, soli di fronte alla pena di una vita assurda e guasta. Immersi in una solitudine profonda, non vogliono traspaia quello che avvertono dentro, vale a dire un vuoto incolmabile! (altro…)

Gardenio Granata, L’uomo “mascherato” in Seneca: una società infelice…

«Mi viene da domandare quindi ai superbi perché camminino rovesciando tronfiamente il capo all’indietro, per quale motivo stravolgano talmente i lineamenti e l’espressione del volto da sembrare preferiscano avere una maschera più che un volto» [Seneca, De Beneficiis, 13, 2] (altro…)

Gardenio Granata, Il modello e gli esiti: la sintassi del vedere nella Commedia dantesca

È indubbio che pittori e scultori, di fronte al testo del Poema, finiscano col trovarsi nella condizione di esegeti: il loro commento tende ad aderire, quanto è possibile, allo spazio immaginario della visione. Le trasformazioni degli episodi nel figurativo, prima che negli artisti, sono già avvenute in Dante. (altro…)

Gardenio Granata, Il mistero del dolore e del male

«A differenza di Giobbe, non ho maledetto il giorno della mia nascita: gli altri giorni, in compenso, li ho coperti tutti di anatemi» [Emil Cioran, “L’inconveniente di essere nati”] L’esperienza del dolore inaugura una tipologia di conoscenza del tutto irriducibile alle altre modalità di percezione del mondo. (altro…)

Gardenio Granata, Under-Over

Si chiedeva, Julius, come avesse fatto a rovinare la sua vita – eppure lo sapeva – ma gli sembrava una spiegazione troppo banale. Intanto frugava nelle tasche alla ricerca di qualche moneta, come se in esse ci fosse chissà quale impossibile rinascita. Continuava a ripetersi che aveva sbagliato, che aveva perso tutto ed era uno schifo sopravvivere così. (altro…)

Gardenio Granata, Non ci sarà un’altra volta… [poesia]

Non ci sarà un'altra volta… Nella memoria quell’ultima notte insieme, il tuo abbraccio tremante mentre cercavi di penetrare in me, il desiderio acceso d’ogni brano di carne quasi assediata da fuga imprevista, io inseguivo le tue emozioni aperte… per leccarti l’anima gustando il sapore. Tutto di te brillava, fisso lo sguardo nei tuoi occhi smeraldini vogliosi e mai sazi… in quella umana armonia di corpi, la lingua delle lingue era nostra, ovunque… Quando vidi inerte la tua figura sinuosa, lacerata per sempre da un destino sfuggente… in ginocchio accanto a te senza parole muto nel...

Gardenio Granata, Narciso e il “narcisismo” tra mito letterario e psicanalisi: da Ovidio a Freud e oltre

«Narcisse,[…] infelix, quod non alter et alter eras» [Narciso […] sventurato, poiché non eri un altro e insieme un altro tu eri] (Ovidio, Fasti, V, 225-226) «per ch’io dentro a l’error contrario corsi a quel ch’accese amor tra l’omo e‘l fonte» (Dante, Paradiso, III, 17-18) «Tal fu il destin del vaneggiante e vago vagheggiator della sua vana imago» (G.B. Marino, “L’Adone”, V, 27, 7-8) (altro…)

Gardenio Granata, Sotto le parole, niente: dal vuoto della parola all’assurdo della vita ne «L’uomo dal fiori in bocca» di Pirandello

Rileggere questo atto unico significa fare i conti con l’assurdo che soggiace ad un dialogo “tra sordi”; una sordità emblematica degli egoismi e delle ipocrisie di una società apparentemente solida, in realtà disgregata al fondo, dove la parola o si presenta stanca interprete di una vita incolore, o drammatica indagine tramata su fantasie inascoltabili e inquietanti a un tempo. (altro…)

Gardenio Granata, Rilettura dell’Edipo Re (senza complesso) di Sofocle

Quando un re diventa cattivo detective ed enigmista fallito: antefatto A Tebe infuriano carestia e pestilenza. Il popolo gemente supplica il re Edipo di soccorrere la città. “Non crediate di risvegliare un dormiente – dice il re – ho già pianto anch’io molte lacrime sulle nostre sventure, e ho già fatto ciò che era in mio potere fare: ho inviato Creonte, fratello della regina Giocasta, a interrogare l’oracolo delfico. Quando conosceremo il responso del dio sapremo come dobbiamo comportarci per...

Gardenio Granata, Il Gerione dantesco “Sozza immagine di froda”: tra “Monstra-Mirabilia” e Metafora [Inf., XVII]

Con l’uso del termine “mostro” Dante allude forse non solo alla spiegazione etimologica della parola fornita da Sant’Agostino (cfr. “De civitate Dei”, XXI, 8, 5) ed altri, per cui significa “quello che dimostra”, ma anche alla tradizione (cfr. Isidoro di Siviglia, “Etymologiae”, XI, 3, 2-3) che lo faceva risalire a “monitus”. (altro…)

Gardenio Granata, In memoria di Dante

«Se mai continga che ‘l poema sacro al quale ha posto mano e cielo e terra, sì che m’ha fatto per molti anni macro, vinca la crudeltà che fuor mi serra del bello ovile ov’io dormi’ agnello, nimico ai lupi che li danno guerra; con altra voce omai, con altro vello ritornerò poeta, e in sul fonte del mio battesmo prenderò l’ cappello; […]» (Paradiso XXV, vv. 1-9). (altro…)

Gardenio Granata, Le Satire di Ariosto: la storia di un cortigiano-contro

Più si leggono le “Satire” di Ariosto e più si ha l’impressione che quel mondo si chiuda, come un pudico sipario, sui sentimenti più profondi di questo grande attore che inscena se stesso tra una miriade di vizi ed errori, cui incorre un’umanità a lui ben nota. L’Ariosto satiro escogita ostacoli e avversari, per poter schierare in campo aperto quella che, solo apparentemente, parrebbe lotta di un misurato saggio contro le brutture altrui, ma che, a sguardo più penetrante,...