Massimo Grillandi, La contessa di Castiglione, Ed. Rusconi

Massimo Grillandi, La contessa di Castiglione, Ed. Rusconi

La contessa di Castiglione (1837–1899), è stata una nobildonna italiana. Figlia del marchese spezzino Filippo Oldoini e dalla marchesa Isabella Lamporecchi, cugina di Camillo Benso conte di Cavour, fu considerata tra le donne più belle e fascinose del suo tempo.

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Descrizione

Edizione e Anno Rusconi, Milano, 1987 Illustrazioni Fotografie in B/N e a colori
N. Volumi 1 N. Pagine 334
Dimensioni 13,5 x 21,7 x 3,5 cm. Peso (senza imballo) 0,75 kg.
Descrizione

«Virginia Elisabetta Luisa Carlotta Antonietta Teresa Maria Oldoini Verasis Asinari, contessa di Castiglione (Firenze, 22 marzo 1837 – Parigi, 28 novembre 1899), è stata una nobildonna italiana. Figlia del marchese spezzino Filippo Oldoini e dalla marchesa Isabella Lamporecchi, cugina di Camillo Benso conte di Cavour, fu considerata tra le donne più belle e fascinose del suo tempo.

Irrequieta, estremamente consapevole della propria bellezza e intrigata fin da giovanissima da storie galanti, ma anche ambiziosa e intelligente, sposò a 17 anni Francesco Verasis Asinari, conte di Costiglione d’Asti e Castiglione Tinella, dal quale ebbe un figlio, Giorgio Verasis Asinari, erede del titolo.

Il matrimonio la introdusse alla corte dei Savoia, dove ebbe gran successo con il re Vittorio Emanuele II (di cui divenne l’amante), ma anche con i fratelli Doria, il banchiere Rothschild e Costantino Nigra, ambasciatore del Regno di Sardegna in Francia.

Proseguì la sua carriera divenendo anche, per un certo periodo, l’amante di Vittorio Emanuele II. Malgrado le ricchezze accumulate (mediante i sussidi ottenuti dal Re o mediante speculazioni borsistiche in combutta coi Rothschild, durante le guerre di indipendenza), Virginia era incapace di accettare l’inesorabile scorrere del tempo che la condannava ad abbandonare il suo ruolo di “più bella donna del secolo”.

Rancorosa, sempre più ripiegata su sé stessa, si stabilì a Parigi in un ammezzato di Place Vendôme (che aveva battezzato “la mia colonna”, così come in altri tempi la collina dei cappuccini dove a La Spezia aveva trascorso l’infanzia era chiamata “la mia montagna” e “la mia torre”), chiudendosi nel lutto per la propria bellezza in disfacimento.

Tornò in Italia e invecchiò nella sua villa familiare a La Spezia, in un luogo privo di specchi ma ingombro di fotografie attestanti la sua passata bellezza.

Morì nella sua casa parigina di Rue Cambon 14, dove era stata costretta a trasferirsi dopo essere stata sfrattata, nel 1893, dal prestigioso appartamento di Place Vendôme, essendo stato acquistato l’intero stabile dal gioielliere Boucheron».

Note bibliografiche

Edizione del 1987, a copertina rigida in tela rossa con sovracoperta illustrata e fotografie in B/N e a colori, anche a tutta pagina, all’interno.

Stato di conservazione

Ottimo [non si notano danni, scritte, segni, strappi o usure gravi; legatura robusta; ingiallimento della carta del tutto nella norma e concentrato prevalentemente sulle coste, così come la diffusa opacità ai piatti della sovracoperta illustrata e le lievi abrasioni ai bordi/spigoli della medesima, che non destano comunque preoccupazione; un paio di riparazioni alla sovracoperta, effettuate con discrezione a scotch trasparente applicato all’interno].

Informazioni aggiuntive

Peso 0.75 kg
Dimensioni 13.5 x 21.7 x 3.5 cm
Edizione

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Illustrazioni

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