John Boswell, L’abbandono dei bambini in Europa Occidentale, Ed. Rizzoli, 1991

John Boswell, L’abbandono dei bambini in Europa Occidentale, Ed. Rizzoli, 1991

Un tema nuovo e solita­mente trascurato dagli storici: l’abbandono dei bambini nella civiltà occidentale, dai tempi dell’antica Roma fino al secolo XVI.

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Descrizione

Edizione e Anno Rizzoli, Milano, 1991 Illustrazioni 16 fotografie in B/N
N. Volumi 1 N. Pagine 525
Dimensioni 15,8 x 22,3 x 4 cm. Peso (senza imballo) 0,90 kg.
Descrizione

Questo saggio affronta un tema nuovo, solita­mente trascurato dagli storici: l’abbandono dei bambini nella civiltà occidentale, dai tempi dell’antica Roma fino al secolo XVI. L’Autore so­stiene infatti che non esiste nessuno studio mo­derno sull’abbandono come fenomeno storico riguardante il periodo in questione.

Boswell offre una approfondita trattazione delle sorti di quei bambini che, indesiderati, ve­nivano “esposti”, cioè abbandonati con varie modalità e in vari luoghi e affidati così alla pub­blica carità. A seconda del tempo e delle perso­ne che li incontravano, potevano intraprendere le strade più diverse, dalla prostituta al chierico.

Il testo è diviso in quattro parti, che conside­riamo in successione: le modalità del fenomeno in Età antica (Roma imperiale e l’epoca dei Padri della Chiesa), nei primi secoli del Medioevo, nel Basso Medioevo, negli ultimi secoli del Medioe­vo. L’opera è completata da una appendice contenente i testi ritenuti più significativi dall’Autore e da un ricco corredo di note.

Per ciascun periodo vengono esaminate varie fonti e testimonianze, al fine di stabilire chi e per quali motivi “esponesse” i propri figli, le modalità dell’abbandono, le prospettive di vita che si aprivano per questi “trovatelli”. Quello che stupisce sono sicuramente l’entità e la diffusione del fe­nomeno, non solo in epoca pagana, ma anche in tempo cristiano. Sostiene l’Autore: «Né le scrittu­re ebraiche, portate dal Cristianesimo nella sua casa adottiva, Roma, né le scritture cristiane proibivano l’abbandono (…) nessun autore cri­stiano espresse mai il principio secondo il quale dare la vita ad un figlio comporta necessaria­mente il dovere di allevarlo (…). Nel IV sec. la teo­logia, la legge cristiana e i canoni conciliari testi­moniano che l’abbandono era diffuso tra i cristia­ni almeno quanto lo era stato tra i pagani di Roma».

Citando ancora, dalle conclusioni dell’Autore: «I bambini vennero abbandonati in gran numero in tutta Europa, dall’antichità ellenistica alla fine del Medioevo, da genitori di ogni estrazione so­ciale, in una considerevole varietà di circostan­ze». A parte le diversità locali, non essenziali «il fenomeno dell’abbandono rimase sostanzial­mente invariato dall’antichità romana fino alla fi­ne del Medioevo. La grande cesura nella storia dell’abbandono è segnata dalla nascita degli ospizi per trovatelli, nel XIII secolo. Nel giro di un secolo o due tutte le grandi città europee ebbero i loro ospizi, che nascondevano in sé gli aspetti più spiacevoli e inquietanti dell’abbandono, sot­traendo i bambini abbandonati alla strada e alla vista, e ponendoli sotto la sorveglianza istituzio­nale. Dietro i muri, personale stipendiato si occu­pava di questi rifiuti della società: né i genitori che li avevano abbandonati né i loro concittadini dovevano più aver cura di questi bambini».

La traduzione è di Francesca Olivieri.

Note bibliografiche

Prima Edizione a copertina rigida in tela nera con titoli e fregi dorati al dorso, sprovvista della relativa sovracoperta, rilegata a filo e arricchita da un inserto fotografico f.t. in B/N.

Stato di conservazione

Più che Buono [non si notano danni, scritte, segni, strappi o usure particolari che vadano evidenziate; legatura ancora molto robusta e spigoli/bordi ben nitidi; l’ingiallimento della carta è presente ma assai tipico di queste edizioni Rizzoli; se non fosse per la mancanza della sovracoperta, lo si definirebbe ‘Ottimo’]

Informazioni aggiuntive

Peso 0.90 kg
Dimensioni 15.8 x 22.3 x 4 cm
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