Medard Kehl, La Chiesa. Trattato sistematico di ecclesiologia cattolica, Ed. San Paolo

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Medard Kehl, La Chiesa. Trattato sistematico di ecclesiologia cattolica, Ed. San Paolo

Kehl, gesuita e docente di dogmatica a Francoforte, imposta questo suo ponderoso volume sulla Chiesa sulla base del principio ignaziano del ‘sentire in ecclesia’…

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Descrizione

Edizione e Anno San Paolo, Milano, 1995 Traduzione Angelo Maffeis
N. Volumi 1 N. Pagine 463
Dimensioni 15,5 x 23 x 3,7 cm. Peso (senza imballo) 0,83 kg.
Descrizione

«C’è un riferimento in questo La Chiesa: trattato sistematico di ecclesiologia cattolica che può illuminarci sullo spirito che l’ha originato e sorretto: è il principio ignaziano del sentire in ecclesia. L’autore, Medard Kehl, gesuita e docente di dogmatica alla Philosophisch-Theologische Hochschule St. Georgen, a Francoforte sul Meno, lo pone in testa al suo ponderoso volume sulla Chiesa e si può dire che vi si attenga abbastanza fedelmente nel prosieguo della sua riflessione.

Ciò addita una prima connessione, non sempre esplicitata in altri manuali sulla materia: l’inevitabile rapporto tra afflato spirituale e impianto dottrinale, tra ecclesialità personale e riflessione ecclesiologica. È già una buona indicazione, anche se, a causa della sua almeno iniziale insistenza sull’opera e sul sentire del santo di Loyola, rischia di caratterizzare l’analisi in maniera eccessivamente “ignaziana”.

È vero, l’indicazione del suo principio più teocentrico che ecclesiologico, rivisitato alla maniera di K. Rahner, come «Deus semper maior», mette al riparo da un pernicioso «assolutismo ecclesiologico», ma è parimenti incontestabile che in quelle radici rinascimentali il massimo che si può rinvenire è l’idea talora rassicurante, altre volte ossessiva, che la Chiesa è «sposa di Cristo e nostra madre». Di certo non si ritrova, l’idea della Chiesa “popolo di Dio”. Non lo si può pretendere, date le condizioni storiche, né da Ignazio, né da altri teologi dell’epoca (ma non sarà che così giustifichiamo troppo un deficit almeno anche in ecclesiologi di professione come Bellarmino?).

Si pretenderebbe comunque qualcosa di più in ecclesiologi nostri contemporanei, che seppure saldamente ancorati al Vaticano II, come è anche Kehl, non hanno seriamente vagliato l’ipotesi di impostare sistematicamente l’ecclesiologia sul “popolo di Dio”. Abbiamo documentato altrove questa eclissi del popolo di Dio nel linguaggio ecclesiale e nell’ecclesiologia postconciliare.

In quella sede avevamo presentato, tra gli altri studi ecclesiologici recenti, anche lo studio di Kehl, già apparso in tedesco. L’edizione italiana, curata da Angelo Maffeis, è uscita appena tre anni dopo, mentre siamo al corrente di successive ristampe dell’opera originale in Germania. […]»

[Giovanni Mazzillo]

Note bibliografiche

Edizione a copertina rigida in tela grigio-chiaro, con titoli dorati al dorso, dotata di sovracoperta lucida, rilegata a filo.

Stato di conservazione

Più che Ottimo [il prodotto non reca usure particolari né danni degni di evidenza; leggero inscurimento della costa superiore dovuto a polvere; alcune opacità alla sovracoperta dovute a sfregamento tra volumi; legatura ancora molto robusta; copertine e sovracoperta ancora con bordi netti e vivi, senza abrasioni].

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Peso 0.83 kg
Dimensioni 15.5 x 23 x 3.7 cm
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