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Stefan Zweig, L’anima che guarisce, Ed. Sperling & Kupfer, 1933

25,70 i.i.

In un solo volume, tre importanti biografie di Stefan Zweig [1881-1942], in un’edizione d’epoca e da collezione.

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Descrizione

Edizione e Anno Sperling & Kupfer, Milano, 1933 Traduzione Lavinia Mazzucchetti
N. Volumi 1 N. Pagine 336
Dimensioni 14,5 x 21,7 x 3,5 cm. Peso (senza imballo) 0,56 kg.
Descrizione

Titolo completo: «L’anima che guarisce. Mesmer, Mary Baker Eddy, Sigmund Freud».

L’anima che guarisce (Die Heilung durch den Geist) è una raccolta di saggi pubblicata nel 1931 da Stefan Zweig, che ne iniziò la redazione durante un viaggio in Italia nel 1930. L’opera comprende le biografie di tre personaggi storici (Franz Anton Mesmer, Mary Baker Eddy e Sigmund Freud, l’unico ancora vivente al momento della pubblicazione), che hanno affrontato il tema della guarigione psichica delle malattie.

In Italia la biografia di Sigmund Freud è stata pubblicata anche separatamente.

Franz Anton Mesmer
Sebbene la guarigione psichica delle malattie fosse stata trattata già nell’antichità e nel Medioevo, per Zweig il primo ad aver affrontato il tema con metodo scientifico fu Franz Anton Mesmer, un medico tedesco che svolse la sua attività tra la fine del XVIII e l’inizio del XIX secolo nella Vienna di Maria Teresa. Mesmer, che aveva ottenuto la guarigione di un paziente con l’applicazione di un magnete, utilizzò la nuova terapia con grande successo. Accortosi tuttavia che la guarigione avveniva anche senza l’applicazione del magnete, ne attribuì la causa a un fluido, che egli credeva di trasmettere ai pazienti. Sebbene la maggior parte degli scienziati ritenesse Mesmer un ciarlatano, per Zweig fu uno scienziato che aveva compreso la forza misteriosa che si nasconde nelle creature viventi; al contrario, ciarlatani sarebbero i seguaci di Mesmer e gli illuministi con la loro visione meccanicistica dell’uomo.

Mary Baker Eddy
Il secondo saggio, il più lungo dei tre, è dedicato a Mary Baker Eddy, la statunitense fondatrice del Cristianesimo scientista. Tormentata dai postumi di una frattura, ritenuti inguaribili dalla medicina dell’epoca, Mary Baker Eddy guarì improvvisamente e si convinse che la guarigione derivasse non dalla scienza, ma dalla fede. Influenzata dalle teorie di un certo Phineas Quimby, secondo le quali le malattie sarebbero causate da credenze errate, mentre uno schema di pensiero corretto permetterebbe la guarigione, Mary Baker Eddy affermò che le malattie sono rappresentazioni mentali erronee, dalle quali si guarisce allorché se ne riconosca la natura illusoria. Per la Baker Eddy le malattie, e perfino la morte, non esistono, perché l’uomo è fatto a immagine di Dio: il compito del terapeuta è pertanto quello di rafforzare la fede. Le teorie della Baker Eddy si diffusero rapidamente e la donna riuscì a fondare negli Stati Uniti una nuova Chiesa su questi principi. Nella biografia della Baker Eddy, Zweig non nasconde tuttavia la diffidenza del laico per il fondamento religioso che li sostiene.

Sigmund Freud
Argomento del terzo saggio sono la psicoanalisi e il suo fondatore, il medico austriaco Sigmund Freud. Diversamente dalle altre biografie, in quella di Freud mancano gli aneddoti gustosi e la caratterizzazione psicologica del personaggio, descritto comunque come un gentiluomo austriaco d’altri tempi: un aristocratico, raffinato e freddo studioso teso a elaborare e diffondere «un’idea superiore» e a donare agli uomini la coscienza di possedere una personalità unica e irripetibile. Le ricerche di Jean-Martin Charcot sull’isteria e le sue personali osservazioni avevano portato Freud a scoprire che molte malattie dell’anima sono dovute a conflitti che si svolgono nell’intimo dell’individuo. La guarigione è possibile solo portando tali conflitti – che il malato ignora o nasconde a sé stesso – dalla sfera della subcoscienza a quella della coscienza. Le teorie di Freud sono esposte da Stefan Zweig con serietà e umana comprensione: per Zweig l’influenza di Freud sulla cultura contemporanea è superiore a quella di qualsiasi altro studioso del XX secolo.

Stefan Zweig (Vienna, 1881 – Petrópolis, 1942) è stato uno scrittore, drammaturgo, giornalista, biografo e poeta austriaco naturalizzato britannico.

All’apice della sua carriera letteraria, tra gli anni venti e trenta del XX secolo è stato mediatore fra le nazioni, animato da sentimenti pacifisti e umanisti, è noto come autore di novelle e biografie. Politicamente era internazionalista, cosmopolita ed europeista, e come ebreo laico, considerava il sionismo nazionalista di Theodor Herzl un’idea errata, propugnando una pacifica assimilazione degli ebrei. Oppositore fermo dei totalitarismi, lasciò l’Europa dopo l’avvento al potere del nazionalsocialismo, rifugiandosi infine in Brasile dove si suicidò nel 1942.

Nell’arco della quarantennale eclettica attività letteraria di Zweig si riscontra continuativamente il segno della scuola della Jungwien, il cui classicismo si esprime nella correttezza e precisione del linguaggio, nell’esposizione brillante e scorrevole, non priva di punte poetiche.

Note bibliografiche

Seconda edizione del 1933, a copertina rigida cartonata marrone e mezza-tela più chiara al dorso, con titoli in oro al dorso, rilegata a filo.

Stato di conservazione

Più che Ottimo [a dispetto dei quasi 85 anni di età della pubblicazione, non si evidenziano strutturalmente danni, segni, strappi o usure particolari; copertine rigide strutturalmente integre, con pochissime abrasioni superficiali in alcune zone di bordo; dorso in ottimo stato; ingiallimento della carta presente e funzionale all’età delle opere; polvere alle coste nella norma; rilegature snodata e resistente; alcune fioriture non gravi in poche pagine]

Informazioni aggiuntive

Peso 0.56 kg
Dimensioni 14.5 x 21.7 x 3.5 cm
Autore/i

Stefan Zweig [1881-1942]

Edizione

Luogo di pubblicazione

Milano

Anno di pubblicazione

Caratteristiche particolari

Formato

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