Louis-Ferdinand Céline, Viaggio al termine della notte, Ed. Corbaccio, 1994

Louis-Ferdinand Céline, Viaggio al termine della notte, Ed. Corbaccio, 1994

Viaggio al termine della notte, di Louis-Ferdinand Céline, si impone come il romanzo che ha saputo meglio capire e rappresentare il Novecento.

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Edizione e Anno Corbaccio, Milano, 1994 Collana e Traduzione Scrittori di tutto il Mondo
Ernesto Ferrero
N. Volumi 1 N. Pagine 575
Dimensioni 14 x 20,5 x 3,1 cm. Peso (senza imballo) 0,60 kg.
Descrizione

«A ottant’anni dalla sua pubblicazione e a cinquanta dalla morte del suo autore, Viaggio al termine della notte si impone come il romanzo che ha saputo meglio capire e rappresentare il Novecento, illuminandone con provocatoria originalità espressiva gli aspetti fondamentali. “Céline è stato creato da Dio per dare scandalo”, scrisse Bernanos quando nel 1932 il romanzo diventò un successo mondiale, suscitando entusiasmi e contrasti feroci.

Lo “scandalo Céline“, che dura tuttora, è la profetica lucidità del suo delirio, uno sguardo che nulla perdona a sé e agli altri, che ha il coraggio di affrontare la notte dell’uomo così com’è. L’anarchico Céline, che amava definirsi un cronista, aveva vissuto le esperienze più drammatiche: gli orrori della Grande Guerra e le trincee delle Fiandre, la vita godereccia delle retrovie e l’ascesa di una piccola borghesia cinica e faccendiera, le durezze dell’Africa coloniale, la New York della «folla solitaria», le catene di montaggio della Ford a Detroit, la Parigi delle periferie più desolate dove lui faceva il medico dei poveri, a contatto con una miseria morale prima ancora che materiale.

Totalmente nuovo, nel panorama francese ed europeo, è stato poi il suo modo insieme realistico e visionario, sofisticato e plebeo con cui Céline ha sputo trasfigurare questa materia incandescente. Per lui, in principio, è l’emozione, il sentimento della vita: di qui l’invenzione di un linguaggio che ha tutta l’immediatezza del «parlato» quotidiano, capace di dar voce, tra sarcasmi e pietà, alla tragicommedia di un secolo.

Questo libro sembra riassumere in sé la disperazione del Novecento: è in realtà un’opera potentemente comica, esilarante, in cui lo spettacolo dell’abiezione scatena un riso liberatorio, un divertimento grottesco più forte dell’incubo. Oggi il Viaggio, nella classica traduzione di Ernesto Ferrero, scrittore particolarmente attento al “colore” dei linguaggi, si offre a nuove generazioni di lettori con l’intatta freschezza di un “classico” che non finisce di stupire per la sua modernità».

Note bibliografiche

Terza edizione, a copertina morbida titolata al piatto e al dorso, dotata di sovracoperta opaca illustrata, rilegata a filo.
Di reperibilità non sempre semplice.

Stato di conservazione

Come Nuovo [il volume presenta condizioni più che eccellenti, vista anche l’età: strutturalmente è ineccepibile, non si notano mancanze, segni, strappi o usure degne di nota; ingiallimento delle pagine leggero e normalissimo; legatura ancora stretta e poco sforzata; bordi e spigoli del tomo ancora netti; dorso e coste lievemente ingialliti dalla luce e dal tempo, ma più che nella norma; leggerissime alonature di polvere in alcuni punti dei piatti].

Informazioni aggiuntive

Peso 0.60 kg
Dimensioni 14 x 20.5 x 3.1 cm
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