Gian Dàuli, La Rua, Ed. Corbaccio, 1932

Gian Dàuli, La Rua, Ed. Corbaccio, 1932

Delle opere di Gian Dàuli, questo volume contiene La Rua, nell’edizione originale del 1932.

17,50 i.i.

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Descrizione

Editore e Anno Corbaccio, Milano, 1932 Illustrazioni
N. Volumi 1 N. Pagine 469
Dimensioni 13 x 18,5 x 3,3 cm. Peso (senza imballo) 0,47 kg.
Descrizione Gian Dàuli, al secolo Giuseppe Ugo Virginio Quarto Nalato (Vicenza, 9 dicembre 1884 – Milano, 29 dicembre 1945), è stato uno scrittore, traduttore ed editore italiano.«“Gira la rua? La rua gira!”: questo ripeteva ossessivamente un compagno di classe, un po’ suonato, di Giovannino Penta, cinico, ambiguo e sfortunato protagonista di questo libro. Infatti la vita gira, sempre, come la ruota, con esiti imprevedibili, e la famiglia Penta, stirpe benestante di contadini fattisi borghesi, viene puntualmente travolta da un feroce destino di multiple e recidive sconfitte e di inevitabili degradazioni personali, che del resto conducono anche Giovannino allo sbando e poi alla morte. È proprio questo smaliziato e debosciato anti-eroe a ripercorrere, peraltro consapevolmente, tutti gli stadi di una vera e propria epopea di disgrazie familiari e sociali, di fallimenti, sperperi, incesti, adulteri e violenze. A leggere il romanzo – che attinge largamente a ricordi personali e che non manca, quindi, di offrire un verace ritratto della realtà vicentina a cavallo tra Ottocento e Nocevento – non ci si stupisce affatto che Dauli avesse familiarizzato con Federigo Tozzi: vi si riscontra la stessa attenzione, quasi morbosa, per le psicologie più corrotte e decadenti, e per un’ambientazione che cerca di essere il più possibile realista.

Nelle prime pagine del romanzo – che permettono a Gian Dauli di ricorrere al tradizionalissimo artificio del manoscritto ritrovato – si descrive bene questo lunghissimo racconto: “la storia degli ultimi cinquant’anni della borghesia barcollante tra lo scetticismo, il materialismo e il sensualismo; la storia dell’epoca turbata dalle macchine, travolta dalla velocità, stroncata dalla guerra”. Ma c’è anche dell’altro, e non lo si può soltanto sintetizzare nel tema trasversale – onnipresente nella narrazione e nei gesti ripetuti delle principali figure che la animano – del degrado morale e sessuale. Questa insistenza si deve ad una sensibilità intellettuale particolarmente diffusa nell’Italia di allora, e in parte è anche riconducibile alle illusioni positiviste da cui lo stesso Nalato era stato fortemente impressionato.

La Rua, in verità, è ancora interessante perché parla anche oggi, forse con una sincerità che per certi versi ci potrebbe risultare addirittura disarmante. Anche oggi, purtroppo, assistiamo al ripetersi – al ri-girare – di una storia di generazioni che, in un Paese che è stato capace di oculati risparmi, di incrollabile tenacia, di forte crescita e di fruttuosa intraprendenza, pare non siano in grado, ancora una volta, di alternarsi in modo armonico e di passarsi il testimone giusto. Riesce difficile ritrovare la solidità e l’operosità dei nostri nonni; la ruota di ambizioni troppo facili o di miraggi esclusivamente di superficie ci espone costantemente al rischio di cadute rovinose e irrimediabili. Nulla è scritto, però; e la vita di Giovannino Penta è un monito che non possiamo più dimenticare».

Delle opere di Gian Dàuli, questo volume contiene La Rua, nell’edizione originale del 1932. Il precedente proprietario del tomo, molti decenni fa (e quindi in epoca già “collezionistica”) ne commissionò il recupero e la rilegatura ad un artigiano, che lo protesse con una copertina rigida di qualità, in stile “occodrillato”, in tonalità di blu, con protezione in tela al dorso, titolazione a caratteri dorati e capitelli superiore e inferiore; un buon lavoro da professionista – tutt’altro che economico – che, se da un lato “vìola” l’originalità dell’edizione, dall’altro ne ha garantito il perdurare nel tempo senza trascurare l’estetica.

Note editoriali Edizione a copertina rigida postuma di qualità, con titoli dorati al dorso. Di reperibilità per niente semplice. Stato di conservazione: Ottimo [essendo ormai “modernariato” anche la legatura postuma, qualche segno del tempo è ovviamente riscontrabile, così come nell’ingiallimento della carta, senza che ciò esca dalla norma per un libro di quell’età; non si notano scritte, strappi o rovinature serie alle pagine, salvo alcune firme alla prima pagina neutra e al frontespizio].

Informazioni aggiuntive

Peso 0.47 kg
Dimensioni 13 x 18.5 x 3.3 cm
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