Luciano Berti, Michelangelo. I disegni di Casa Buonarroti, Ed. Cantini

Luciano Berti, Michelangelo. I disegni di Casa Buonarroti, Ed. Cantini

La raccolta dei disegni del grande Michelangelo appartenenti alla collezione di Casa Buonarroti, arricchita dall’aggiunta di disegni “di scuola” ed altre derivazioni.

68,00 i.i.

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Descrizione

Schede critiche Alessandro Cecchi e Antonio Natali Fotografia Vincenzo Silvestri
Edizione e Anno Cantini Edizioni d’Arte, Firenze, 1985 Illustrazioni Disegni in B/N e a colori
N. Volumi 1 N. Pagine 255
Dimensioni 25,5 x 33 x 3,2 cm. Peso (senza imballo) 2,25 kg.
Descrizione

«Racconta il Vasari che Michelangelo, prima di morire a Roma nel 1564, aveva bruciato “gran numero di disegni, schizzi e cartoni fatti di man sua, acciò nessuno vedessi le fatiche durate da lui et i modi di tentare l’ingegno suo, per non apparire se non perfetto”. Anche per quest’ansia di perfezione dell’artista la sua opera grafica risultò subito rara e ricercata: tanto che Leonardo, suo nipote ed erede, riuscì a comprare solo a caro prezzo sul mercato romano, dopo la morte dello zio, un gruppo di suoi disegni. Si tratta probabilmente dei fogli che intorno al 1566 lo stesso Leonardo avrebbe donato a Cosimo I dei Medici, insieme alla Madonna della scala.

Quando, nel secondo decennio del Seicento, Michelangelo Buonarroti il Giovane decise di allestire in memoria del grande antenato una serie di sale nella casa di famiglia di via Ghibellina, la Madonna della scala e una parte dei disegni donati ai Medici gli furono restituiti da Cosimo II. Gran parte dei disegni fu allora raccolta in volumi, ma i fogli che sembrarono di maggiore bellezza furono incorniciati e appesi alle pareti delle nuove sale: per esempio, nello Scrittoio la Cleopatra, nella Camera della notte e del dì uno dei progetti per la facciata di San Lorenzo, nella Camera degli angioli il cartonetto con la Madonna col Bambino.

La raccolta di disegni di Michelangelo di proprietà della famiglia Buonarroti era allora la più cospicua del mondo; e tale rimane tuttora, con i suoi più di duecento fogli, nonostante i gravi assalti subiti: fu infatti impoverita alla fine del Settecento da una prima vendita che il rivoluzionario Filippo Buonarroti fece al pittore e collezionista Jean-Baptiste Wicar; e nell’ottobre del 1859 da una seconda, che il cavalier Michelangelo Buonarroti fece al British Museum.

Nel 1858 era morto Cosimo Buonarroti, ultimo erede diretto della famiglia, che per questo possedeva anche la parte più consistente delle carte michelangiolesche, da lui lasciate per testamento al godimento pubblico, insieme al palazzo di via Ghibellina e agli oggetti in esso contenuti.

Da allora i disegni della collezione restarono esposti in cornici e bacheche, e solo nel 1960 furono finalmente sottratti a questa sistemazione, che aveva procurato non pochi danni ai fogli. Ricoverati al Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi e ivi restaurati, i disegni tornarono alla Casa Buonarroti nel 1975.

Poiché precisi motivi di conservazione invitano a non esporre permanentemente le opere grafiche, in una sala del museo appositamente attrezzata sono presentati a rotazione piccoli nuclei della collezione».

Note bibliografiche

Pubblicazione di grande formato, a copertina rigida in tela marrone titolata al piatto e al dorso, con sovracoperta illustrata, ricca di un vasto repertorio fotografico a colori e in B/N, stampata su carta semi-lucida di buona qualità, rilegata a filo.

Stato di conservazione

Ottimo [non si notano danni, scritte, segni, strappi o usure degne di essere evidenziati; legatura rodata ma robusta; ingiallimento della carta molto contenuto, più che altro concentrato sulla costa superiore; sovracoperta un po’ vissuta in alcuni bordi/spigoli, con leggera opacità dovuta allo sfregamento].

Informazioni aggiuntive

Peso 2.25 kg
Dimensioni 25.5 x 33 x 3.2 cm
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Caratteristiche particolari

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