BookStore - Aldo Bernardini e Vittorio Martinelli, B&N – Il cinema muto italiano 1913-1915, Ed. Nuova ERI, 1992-1994

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Aldo Bernardini e Vittorio Martinelli, B&N – Il cinema muto italiano 1913-1915, Ed. Nuova ERI, 1992-1994

Raccolta di 3 anni di numeri speciali della rivista “B&N” (Bianco e Nero) dedicati al grande cinema muto italiano di inizio secolo.

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Descrizione

Direttore responsabile Angelo Libertini Segreteria di redazione Francesco Bono e Claudio Siniscalchi
Edizione e Anno Nuova ERI, Torino, 1992-1994 Illustrazioni Fotografie in B/N
N. Volumi 6 N. Pagine 327 + 412 + 281 + 333 + 278 + 318
Dimensioni 17 x 24,7 x 11 cm. Peso (senza imballo) 4,50 kg.
Descrizione

Raccolta di 3 anni di numeri speciali della rivistaB&N” (Bianco e Nero) del Centro Sperimentale di Cinematografia (Roma) raggruppate in 6 volumi contenuti in un elegante cofanetto editoriale.

Fondata nel 1937, B&N” (Bianco e Nero) può fregiarsi del titolo di più antica e longeva rivista di studi cinematografici nata in Italia. La lista dei direttori e dei collaboratori, a partire dagli anni lontani e fino ai tempi più recenti, è punteggiata di nomi illustri, che hanno garantito e garantiscono il valore e l’originalità dei contributi, dei saggi e delle rubriche che trovano ospitalità fra le sue pagine.

  • Anno 1913 (Parte I e II) – I Film degli Anni d’Oro
    All’interno della storia del cinema muto italiano, il 1913 rappresenta un anno di continuità in cui si prosegue sulla linea di sviluppo produttivo impostata nei due anni precedenti. Si diversificano sempre di più i generi cinematografici e si alimenta l’esportazione all’estero puntando al massimo sviluppo del lungometraggio, formula già affrontata e sperimentata a partire dal 1911. È grazie al lungometraggio che l’Italia raggiunge uno stabile successo, favorito anche dalla speciale valorizzazione di alcune attrici italiane che entrano a far parte della scena divistica internazionale. Nel 1913, inoltre, si istituisce in Italia il primo organo di censura per il cinema: l”Ufficio centrale di censura” deputato alla concessione della licenza di rappresentazione dei film. Il visto di censura, registrando la “prima proiezione pubblica”, diventa peraltro a partire dal 1913 una delle fonti più attendibili e più largamente utilizzata dagli studiosi per la datazione del film. Essenzialmente costituito da schede filmografiche (in ogni singola scheda si riportano le notizie sui crediti e sul cast, i dati di censura, le lunghezze delle copie, i soggetti e le recensioni, i nomi delle società di produzioni ed i titoli alternativi dei film) è corredato da un sistema di indici che agevola la consultazione dell’opera.
  • Anno 1914 (Parte I e II) – I Film degli Anni d’Oro
    Il 1914 rappresenta il momento cruciale di quella fase, definita dall’autore “epoca d’oro” del cinema muto italiano. La complessa macchina produttiva e la conseguente notorietà internazionale dei film italiani sembrano consolidate. Nel corso dell’anno, tuttavia, agiscono alcuni elementi che frenano la forza propulsiva del nostro cinema: agli effetti della censura, istituita nel 1913, si aggiunge l’aggravio dell’imposizione di un bollo sui biglietti d’ingresso che blocca ulteriormente l’espansione nel mercato interno. Nel luglio del 1914 prende avvio la prima guerra mondiale che vede l’iniziale neutralità italiana. Sebbene il periodo bellico imporrà presto i suoi frutti negativi anche sulla produzione cinematografica nazionale, il 1914 è ancora un momento di grande espansione quantomeno nei termini di un numero elevatissimo di pellicole prodotte. Se la produzione del corto e medio metraggio è ancora prevalente il lungometraggio è destinato ad esprimere le ambizioni artistiche che conferiscono prestigio ad ogni “marca di fabbrica”.
  • Anno 1914 (Parte I e II) – I Film della Grande Guerra
    Nel corso del 1915 Roma si impone definitivamente quale centro produttivo cinematografico nazionale mettendo in secondo piano le gloriose società torinesi delle quali emerge ancora la sola “Itala” di Pastrone. Ma il 1915 è soprattutto l’anno dell’entrata in guerra dell’Italia. Molte case produttrici sono costrette a chiudere; le maestranze vengono reclutate per le armi; molti operatori sono aggregati alla Sezione cinematografica del Regio Esercito. Intanto nelle sale si proiettano esclusivamente film a sfondo patriottico-propagandistico.
Note bibliografiche

Pubblicazione degli anni ’90, a copertina morbida fotografica lucida, arricchita da inserti fotografici in B/N; rilegata a filo; stampata su carta semi-lucida; cofanetto editoriale fotografico lucido in cartone spesso.

La rivista è ancora ordinabile presso l’Editore, anche se pare molto difficile trovarla in cofanetto multi-volume.

Stato di conservazione

Più che Ottimo [i volumetti non recano danni, scritte, segni, strappi o usure particolari che vadano evidenziate; legature robuste; ingiallimento delle pagine praticamente assente; copertine morbide in condizioni pressoché perfette, senza abrasioni; coste ancora molto pulite; il cofanetto – precedentemente riparato a seguito di una rottura con l’uso di colla vinilica – presenta un po’ di irregolarita ai bordi e tracce della riparazione visibili dall’esterno, ma è funzionale e resistente ed ancora esteticamente accettabile].

Informazioni aggiuntive

Peso 4.50 kg
Dimensioni 17 x 24.7 x 11 cm
Autore/i

Vittorio Martinelli

Edizione

Luogo di pubblicazione

Torino

Anno di pubblicazione

Illustrazioni

Formato

Genere

Soggetto

Lingua

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