BookStore - Bruno Zevi, Biagio Rossetti. Architetto ferrarese, Ed. Einaudi, 1960

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Descrizione

Editore e Anno Einaudi, Torino, 1960 Illustrazioni Fotografie e Disegni in B/N e a colori
N. Volumi 1 N. Pagine 726
Dimensioni 24 x 30,5 x 6 cm. Peso (senza imballo) 3,27 kg.
Descrizione

Titolo completo: «Biagio Rossetti. Architetto ferrarese. Il primo urbanista moderno europeo».

Monumentale ed intramontabile opera dello Zevi, consacrata tra le “pietre miliari” dell’architettura e dell’urbanistica, corredata da 629 illustrazioni, schizzi, piante in B/N e a colori, tavole cronologiche, regesto e trascrizione dei documenti Rossettiani.

Architetto ferrarese (1447-1516), nel 1467, ancora giovane, iniziò a lavorare al cantiere di Palazzo Schifanoia, a Ferrara, sotto la direzione di Pietro Benevenuti degli Ordini, cui subentrò nel 1483 nel ruolo di ingegnere militare e architetto ducale.

Per molto tempo dimenticato dagli storici dell’arte, la sua rivalutazione è iniziata negli anni ’60 del Novecento a opera di Bruno Zevi e della sua scuola di architettura, che lo considerarono uno dei più geniali architetti del Rinascimento e il primo urbanista del mondo in senso moderno. Tuttora è in attesa di approfondimento lo studio della sua personalità e della sua opera, ma sono ormai assodate la genialità delle sue concezioni e l’enorme contributo che diede all’aspetto per cui Ferrara è oggi riconoscibile.

Nel 1492 iniziò la sua impresa più titanica: la progettazione di nuovi quartieri a nord della cinta muraria, con i quali la città raddoppiava la propria superficie. Voluta dal duca Ercole I, quella parte di città è chiamata Addizione Erculea. Rossetti pianificò i nuovi quartieri innestandoli su quelli medievali, sempre tenendo conto delle preesistenze, dalla nuova cinta muraria al reticolo delle strade, ad alcuni edifici importanti sia civili che ecclesiastici.

Diresse il cantiere per oltre dieci anni, lavorando in stretta collaborazione con il duca, di cui divenne amico. Non mancarono suoi interventi nella città antica. Nel complesso diede a Ferrara quell’aspetto unitario che la rese, secondo la definizione del Burkhard, la prima città moderna d’Europa.

Dopo la morte di Ercole I, nel 1505, passò al servizio del cardinale Ippolito I d’Este, ma continuò a lavorare alle mura e conservò la carica di curatore degli argini. Lavorò anche ad alcune ville nobiliari disseminate nel contado.

Note editoriali Prima Edizione a copertina rigida in tela, di grande formato, con sovracoperta fotografica; ampia sezione di fotografie, mappe antiche e moderne, progetti di edifici e tavole schematiche riepilogative. Di difficile reperibilità, tocca tuttora quotazioni collezionistiche anche superiori ad €400. Stato di conservazione: Ottimo [considerata l’età e la mole del volume, le condizioni sono assolutamente sopra la media; il tomo è strutturalmente integro (fatto salvo uno dei quinterni che si è allentato, ma che tiene ancora benissimo grazie alla legatura a filo ancora tenace), non reca scritte, segni, firme o strappi, né parti mancanti o rovinate in qualche modo; la sovracoperta è alquanto vissuta, ancorché completa, e reca rinforzi a scotch invisibile (non nostri) agli strappi; non si riscontrano fioriture o tracce di umidità; ingiallimento della carta molto ridotto].

Informazioni aggiuntive

Peso 3.27 kg
Dimensioni 24 x 30.5 x 6 cm
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Illustrazioni

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