Carmelo Bene, Pinocchio, Ed. La Casa Usher, 1982

Carmelo Bene, Pinocchio, Ed. La Casa Usher, 1982

Pinocchio è un’opera teatrale di Carmelo Bene andata in scena per la prima volta nel 1961 al Teatro Laboratorio di Roma. Questa è l’edizione riproposta da Casa Usher nel 1982.

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Descrizione

Direttori Roberto Alonge e Guido Davico Bonino Redazione Valentina Barbero
Edizione e Anno La Casa Usher, Firenze, 1982 Illustrazioni Fotografie a colori
N. Volumi 1 N. Pagine 155
Dimensioni 15,5 x 24 x 1,3 cm. Peso (senza imballo) 0,49 kg.
Descrizione

Titolo completo: «Pinocchio, seguito da Pinocchio o Lo spettacolo della Provvidenza (Distrazioni a due voci tra scena e quinta) di Giancarlo Dotto».

Pinocchio è un’opera teatrale di Carmelo Bene andata in scena per la prima volta nel 1961 al Teatro Laboratorio di Roma. Ha avuto altre repliche teatrali nel 1966, 1981 e 1998, una versione adattata per la televisione nel 1999, tre edizioni radiofoniche e una discografica.

Carmelo Bene, nelle sue Proposte per il Teatro, definisce il Pinocchio come uno «spettacolo dell’infortunio sintattico nel teatrino perverso della Provvidenza (“la bella bambina dai capelli turchini”) e dell’indisciplina cieca d’un pezzo di legno crocifisso da pro-verbi tricolori della carne: mortalità natale e sciagurata crescita umana».

Pinocchio rappresenta l’incapacità, il rifiuto o impossibilità di crescere, quasi preveggendo che, dopo l’infanzia, dove tutto appare così indefinito e onnipotente, inizia l’imputridimento. Carmelo Bene ama descrivere il suo Pinocchio come una «inumazione prematura di una salma infantile che scalcia nella propria bara», ammettendo che «l’essermi come Pinocchio rifiutato alla crescita è se si vuole la chiave del mio smarrimento gettata in mare una volta per tutte. L’essermi alla fine liberato anche di me».

“Liberarsi di sé stesso” significa dare scacco all’Io tirannico della rappresentazione, liberazione questa che Bene otterrà in tutti i suoi spettacoli teatrali, o meglio, nel suo “teatro senza spettacolo”, aggiungendo inoltre che «il rifiuto alla crescita è conditio sine qua non all’educazione del proprio “femminile”».

Le fotografie a colori all’interno del volume sono di Cristina Ghergo.

Note bibliografiche

Edizione del 1982 a copertina morbida con sovracoperta fotografica, pubblicata nel 1982, corredata da diverse tavole fotografiche a colori f.t., stampata su carta semi-lucida di qualità e rilegata a filo. Prodotto non semplice da reperire, che spesso ha toccato quotazioni anche di €60 proprio per la sua rarità.

Stato di conservazione

Più che Ottimo [il volume è stato utilizzato pochissimo e pertanto non reca danni seri, segni, scritte, strappi o usure pesanti da evidenziare; le uniche imperfezioni sono lievi, soltanto estetiche, e collocate all’esterno deltomo: leggera consunzione (nella norma) dovuta a sfregamento tra libri, concentrata in alcuni punti dei bordi; sovracoperta recante un piccolo strappo al bordo superiore, rinforzato dall’interno con scotch trasparente].

Informazioni aggiuntive

Peso 0.49 kg
Dimensioni 15.5 x 24 x 1.3 cm
Edizione

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